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Lorenzo Bravo
17 lug 2026
LA TRAPPOLA DELLA PRIMA IMPRESSIONE
La finanza comportamentale -lo abbiamo visto- ha ampiamente dimostrato che il nostro cervello utilizza molte scorciatoie mentali (euristiche) per semplificare il processo decisionale.
Tuttavia, in ambito finanziario, molte di queste conducono fuori strada, determinando una vasta gamma di errori decisionali (bias cognitivi) che commettiamo, spesso inconsciamente.
Tra questi ce n'è uno particolarmente diffuso, il cosiddetto “bias di ancoraggio”, un fenomeno che fu identificato dagli psicologi Daniel Kahneman e Adam Tversky, che dimostrarono come le persone sono inclini a fare stime numeriche che gravitano attorno a valori di riferimento arbitrari, talvolta anche irrilevanti.
“Le prime impressioni sono spesso le più durature, anche quando sono sbagliate” - Daniel Kahneman

Il bias di ancoraggio, dunque, è un fenomeno per cui tendiamo a fare riferimento al primo dato che otteniamo, che agisce proprio come una "ancora" che fissa il nostro pensiero.
Questo bias può avere un impatto sulla vita di tutti i giorni ed in moltissime altre aree, compresa la gestione del denaro e le scelte di spesa ed investimento.
Ad esempio, nella finanza personale, il bias di ancoraggio influisce in maniera particolare con saldi e promozioni: nel marketing, infatti, è ampiamente sfruttato per influenzare le scelte dei consumatori. Un prezzo iniziale elevato funge ancora, portando a percepire lo sconto come vantaggioso, anche se non è detto costituisca un vero affare: questa immediata comparazione rende la decisione più semplice ed elimina dubbi e resistenze.

Purtroppo, questo meccanismo spinge spesso ad acquisti impulsivi, non realmente necessari, che possono seriamente compromettere la serenità finanziaria.
Per questo è importante definire un budget di spesa, attraverso una attenta e consapevole pianificazione.
Nel mondo dell’investimento l'ancora ha quasi sempre un nome: il prezzo. Quello al quale abbiamo acquistato, il “target price” che speriamo raggiunga, il minimo che aspettiamo per comprare, il massimo storico di un indice, ecc.
Un numero che si fissa nella nostra mente, diventando punto di riferimento irrazionale per tutte le valutazioni successive.
Dunque, che si tratti di un acquisto durante la stagione dei saldi oppure di un investimento, essere vigili e critici è essenziale per evitare questa trappola psicologica.
Come abbiamo visto, l’investimento non premia l'istinto, ma il temperamento e la disciplina, ovvero la capacità di tenere a freno istinti ed emozioni, che rischiano di portarci fuori rotta e far naufragare il viaggio verso la nostra meta.
Come molti altri bias cognitivi, questo automatismo mentale è molto difficile da evitare. Però, lo si può riconoscere e soprattutto gestire, adottando alcune semplici accortezze:
innanzitutto serve consapevolezza: sapere che esiste è indispensabile per riconoscerlo e contrastarlo;
poi, ovviamente, prima di decidere, è utile cercare di raccogliere quante più informazioni possibili;
poi ancora, occorre prendersi il tempo necessario per riflettere, analizzare e valutare;
infine, può essere utile chiedere altri pareri ed opinioni.
Tra queste, senza dubbio, quella più rilevante, attendibile e qualificata non può che essere quella di un professionista competente ed esperto: il supporto di un consulente finanziario è fondamentale, per superare le tante trappole emotive e ridurre quegli errori che altrimenti impediscono di raggiungere l’obiettivo desiderato.
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