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Lorenzo Bravo
16 giu 2023
In maniera più o meno consapevole, affrontiamo decisioni economiche tutti i giorni.
Proprio a questo proposito, quella di pianificare è una operazione che può aiutare a mettere a fuoco le nostre reali esigenze -attuali e future- e definire le priorità, e, di conseguenza, ad utilizzare al meglio le nostre risorse, per soddisfare i nostri bisogni e toglierci anche qualche sfizio.
La pianificazione finanziaria è dunque quel processo che porta ciascun individuo ad analizzare attentamente i propri bisogni, le proprie aspettative e le caratteristiche della propria situazione patrimoniale, così da programmare in maniera adeguata consumi, risparmi ed investimenti ed adottare strategie e comportamenti coerenti con le proprie risorse e finalità.
Pianificare quindi non significa semplicemente porsi degli obiettivi per il futuro, significa tutelarlo!
Una buona pianificazione parte dall'analisi della situazione finanziaria della famiglia e comporta la definizione di obiettivi di consumo e risparmio: è infatti indispensabile definire un budget, ovvero quantificare entrate ed uscite, ordinarie e straordinarie, e valutare la capacità di risparmio mensile.
A tal fine calcolatori, programmi e App sono facilmente reperibili ma l’elemento indispensabile rimane la costanza.

“Un buon pianificatore non risparmia quel che rimane dopo aver speso, ma spende ciò che resta dopo aver risparmiato” - Warren Buffett
La pianificazione finanziaria è infatti un esercizio costante e come tale richiede impegno e perseveranza: proiettarsi in avanti nel tempo per visualizzare le esigenze future e rendersi conto di quali esiti potrebbero avere domani le decisioni prese oggi non è sempre facile, quando non crea addirittura disagio (che può condizionare verso scelte non corrette).
In tal senso, può essere d'aiuto definire una lista di obiettivi, ordinati per priorità, così come distinguere tra quelli di breve, medio e lungo termine.
E’ poi necessario che gli obiettivi rispondano ad alcune regole: innanzitutto devono essere realistici (oggettivamente realizzabili), poi specifici (cosa) e misurabili (quanto e quando), quindi verificabili.

Definiti gli obiettivi, ed ordinati per priorità, entità e orizzonte temporale, si stabilisce quanto risparmio è necessario destinare per ciascuno di essi; quindi si monitora periodicamente il percorso verso il loro conseguimento e, se necessario, correggono le abitudini di consumo (o rivedono gli obiettivi!).
Dovrebbe apparire abbastanza chiaro, dunque, che la definizione di strumenti e strategie ne è la conseguenza e che quindi le scelte finanziarie non sono il fine, bensì il mezzo per raggiungerlo!
Ecco allora che il criterio corretto da adottare per la loro scelta e valutazione NON dovrà essere il rendimento, ma il risultato: ovvero quanto sono efficienti e funzionali al conseguimento dell’obiettivo stesso.

Risulta evidente che la scelta giusta è senz’altro quella di farsi affiancare da un professionista, per investire coordinando i propri obiettivi con le risorse di cui si dispone e, soprattutto, per evitare scelte dettate dall’emotività.
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