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IL RISCHIO: CAPIRLO E GESTIRLO

Lorenzo Bravo

30 gen 2026

In finanza, il rischio non è qualcosa da evitare a ogni costo, ma da comprendere e gestire.
Perché il vero azzardo non è la volatilità dei mercati, ma prendere decisioni senza consapevolezza. 🧠💰

Questo mese vi ho parlato di obiettivi, della disciplina che occorre per raggiungerli e dello sforzo di lungimiranza che è necessario fare per metterli a fuoco.

Oggi voglio affrontare brevemente una parola “spaventosa”, che per molti addetti ai lavori rappresenta quasi un tabù: il rischio.
 
Per molti, la parola "rischio" è immediatamente associata alla scommessa, all'azzardo e all’idea di perdere i propri soldi. Una associazione istintiva, questa, che può paralizzarci o, peggio, portarci a scelte emotive sbagliate.


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In finanza, lo abbiamo ribadito spesso, il rischio è una costante, un elemento connaturato all’investimento: è il prezzo del rendimento.

E “non esistono pasti gratis”! Cioè non esiste alcuna scelta di investimento che ne sia assolutamente priva: anche tenere i soldi fermi sul conto comporta un rischio!

O meglio, una certezza!

Paradossalmente, infatti, la nostra istintiva scelta di tutelare il frutto del nostro lavoro e dei nostri sacrifici, conservandolo “nel materasso”, ci offre la garanzia di una perdita: il calo del potere d’acquisto del nostro denaro nel tempo, per effetto dell’inflazione.


È dunque necessario ridefinire il concetto di rischio, che non rappresenta semplicemente le naturali fluttuazioni di mercato, ma che in buona misura dipende anche da noi e dai nostri comportamenti.

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Warren Buffett, ci insegna infatti che “Il rischio nasce dal non sapere cosa si sta facendo”.

Il vero azzardo è infatti quello che si genera quando si affrontano scelte in maniera non del tutto consapevole, quando non si hanno le idee assolutamente ben chiare rispetto ciò che si sta facendo, appunto.

Così come, invece, la paura che scaturisce dalle fluttuazioni di mercato costituisce “semplicemente” una reazione emotiva, che è importante imparare a riconoscere e governare.

Ciascuno di noi, chiaramente, ha una propria personale tolleranza emotiva, pertanto è necessario che le soluzioni d'investimento che ci vengono proposte siano "su misura".


La volatilità è connaturata ai mercati e non è possibile eliminarla. Ciò che invece possiamo e dobbiamo fare è imparare a convivere con questa condizione, gestendo il rischio in funzione del nostro orizzonte temporale (il tempo è un ammortizzatore fondamentale) ed attraverso una adeguata e corretta diversificazione.

"Il tempo è tuo amico, l'impulso è tuo nemico."- John C. Bogle


La finanza comportamentale ci insegna che il rischio che dobbiamo cercare di eliminare è quello determinato dalla nostra emotività, che ci porta a definire scelte impulsive e dannose: la gestione del rischio è, innanzitutto, gestione delle nostre emozioni.


Per questa ragione, per pianificare una strategia d’investimento mirata ai vostri personali obiettivi di vita, che vi metta al riparo da condizionamenti emotivi ed istintivi, lasciate perdere il fai-da-te ed affidatevi al supporto di un professionista serio e competente.

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