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INFLAZIONE

Lorenzo Bravo

20 giu 2025

Sottovalutarne gli effetti 💸 è uno degli errori ⚠️ maggiormente diffusi tra i risparmiatori italiani 🧠

Prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria, è fondamentale pianificare al meglio le proprie finanze, definendo un budget per contenere le spese e migliorare la propria capacità di risparmio.

 

Risparmiare rappresenta infatti un operazione importantissima, che richiede metodo e disciplina per soddisfare sin da oggi le nostre esigenze future, con consapevolezza e lungimiranza.

Il risparmio, infatti, non è altro che una spesa differita nel tempo: ecco perché, per gestirlo in maniera efficiente, è indispensabile tenere conto dell’inflazione.

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Sottovalutarne gli effetti è uno degli errori maggiormente diffusi tra i risparmiatori italiani.

Infatti, se è vero che abbiamo da sempre una naturale propensione (attenzione, in calo) verso il risparmio, è altrettanto vero che, spesso e volentieri, finiamo col lasciare questo patrimonio fermo sul conto corrente: una forma di assicurazione tutta nostra per affrontare il “non si sa mai”.

Si tratta purtroppo di una scelta emotiva assolutamente errata ed inefficiente se si guarda alla realizzazione dei nostri progetti finanziari senza trascurare la variazione del costo della vita, ossia, appunto, l’inflazione.

 

“Con inflazione, in economia, si indica l'aumento del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo. L'aumento dei prezzi riduce il potere d'acquisto della moneta: con lo stesso importo monetario si potranno cioè acquistare meno beni e servizi" - Wikipedia


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L'inflazione rappresenta un fenomeno economico complesso, con effetti rilevanti sui mercati finanziari, e viene comunemente misurata attraverso l’Indice dei Prezzi al Consumo su base mensile o annuale.

Se da un lato, un'inflazione moderata rappresenta un segno di crescita economica, dall’altro se troppo elevata può erodere i margini di profitto delle aziende e ridurre il potere d'acquisto dei consumatori.

Per controllarla, le Banche Centrali utilizzano lo strumento dei tassi di interesse, alzandoli o abbassandoli per scoraggiare o incentivare la domanda e, di conseguenza, governare l'andamento dei prezzi.

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L'inflazione è subdola ed uccide il risparmio!

Per esempio: se alla nascita del mio primo figlio, nel 2006, avessi lasciato “nel materasso” 10.000€, oggi troverei lo stesso identico numero di banconote con lo stesso valore impresso sopra, tuttavia, per il semplice fatto che i prezzi sono aumentati, in questi anni avrei perso circa il 40% (dati ISTAT) in termini di potere d'acquisto.

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Ecco perché i soldi non vanno “abbandonati” sul conto corrente ma fatti fruttare al meglio, attraverso una adeguata strategia di investimento.

Perché investire non significa prevedere il futuro, ma prepararsi ad esso, per creare valore sul lungo termine.

Se infatti risparmiare significa rinunciare ad una spesa oggi, per poterne affrontare altre (maggiori?) in futuro, va da sé che il denaro che siamo in grado di accantonare deve, se non accrescere, come minimo conservare il proprio potere d’acquisto nel tempo.


Quindi, le soluzioni di investimento più efficienti non potranno che scaturire in funzione dell’orizzonte temporale nel quale si collocano gli obiettivi che intendiamo raggiungere.

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Chi investe dovrebbe avere assolutamente chiaro che non esiste rendimento privo di rischio: strumenti a brevissimo termine garantiscono maggiore tranquillità ma rendono poco o nulla, mentre quelli azionari offrono le maggiori potenzialità di rendimento, tuttavia sono particolarmente volatili.

E le evidenze dimostrano che, anche se non in maniera lineare, i mercati finanziari crescono nel tempo e quindi più a lungo si mantiene un investimento, più aumentano la possibilità di ottenere risultati positivi. 

Quindi ecco che, paradossalmente, per avere la sicurezza di ottenere un rendimento nel lungo periodo, il risparmiatore deve rinunciare alla sicurezza nel breve, abbandonando la cosiddetta “miopia finanziaria” per allargare il proprio sguardo al proprio futuro.

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Compito di un valido consulente finanziario è aiutare i clienti ad orientarsi nelle proprie scelte, cominciando col determinare con chiarezza gli obiettivi che desiderano conseguire, per pianificare poi con consapevolezza una solida strategia e definire i comportamenti necessari a raggiungerli.

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