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Lorenzo Bravo
15 mag 2026
DUE FASI, UN OBIETTIVO
Sebbene siano entrambi un atto di disciplina proiettato al futuro, risparmio ed investimento non sono affatto la stessa cosa, ma piuttosto due fasi consecutive che lavorano per un unico obiettivo: la costruzione del benessere finanziario futuro.
Il risparmio costituisce la prima fase di questo percorso ed è una fondamentale forma di disciplina finanziaria.
Si tratta di una spesa differita nel tempo: si rinuncia a spendere oggi così da poter affrontare spese (che sappiamo tutti ci saranno) in futuro.
Risparmiare, dunque, è un atto di lungimiranza ("Pay Yourself First"), uno sforzo disciplinato per accantonare risorse, proteggendole da noi stessi e dal nostro desiderio di gratificazione immediata.

Ma se questa riserva che andiamo costruendo risponde alla necessità di fronteggiare imprevisti (Fondo d'emergenza) ed obiettivi a breve termine, quando è finalizzata ad obiettivi più in là nel tempo (ad es. la pensione, tra 15-20-30 anni) questo denaro, se lasciato fermo sul conto, finisce col perdere inevitabilmente il proprio potere d’acquisto nel tempo, per effetto dell'inflazione.
Ed ecco che nasce quindi la necessità di impiegare il capitale che si è risparmiato in modo, innanzitutto, da contrastare efficacemente l'inflazione e poi, possibilmente, generare un rendimento nel tempo.

Dunque, se il risparmio è l’atto di conservare semi dopo la mietitura, l'investimento è il razionale e necessario atto di tutela e conservazione di questi, affinché diano frutti in futuro.
In sintesi, la corretta sequenza è: prima si risparmia con disciplina, poi si investe con metodo.
Durante il percorso dell’investimento, inevitabilmente, ci si trova a dover affrontare e fronteggiare il tanto temuto concetto di rischio (che, lo ricordo, è il prezzo del rendimento).
“Il rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo.” - Warren Buffett
A tal proposito, una adeguata alfabetizzazione finanziaria (Financial Literacy) è un prerequisito essenziale per assumere decisioni consapevoli e coerenti con le proprie esigenze. Per capire, cioè, che quello che si considera rischio (ossia la volatilità di breve) può essere efficacemente gestito attraverso una corretta diversificazione ed una pianificazione adeguata all'orizzonte temporale nel quale si collocano gli obiettivi di ciascuno.
Ed, in conclusione, siccome Warren Buffett ci insegna che “investire è semplice, ma non è facile”, per gestire emozioni e reazioni istintive ed avventate che possono portare ad errori anche gravi, vanificando anche la migliore strategia, lasciate perdere il fai-da-te e affidatevi ai consigli esperti di un professionista serio e competente.
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