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Lorenzo Bravo
2 gen 2026
Per mettere in azione i buoni propositi.
Come spesso accade, ci prepariamo ad iniziare il nuovo anno pieni di buoni propositi.
Tra i tanti, uno che sento ripetere spesso è: "Devo risparmiare di più".
È un desiderio nobilissimo, non c’è che dire, tuttavia rimane qualcosa di piuttosto astratto, un’idea abbastanza vaga.
E la mancanza di chiarezza, in finanza, è un lusso che non ci si può concedere, perché può costare davvero caro.
Così facendo, succede infatti che spesso, arrivati a Giugno, si “scopre” che il nostro desiderio è rimasto incompiuto, e sul conto corrente c'è il medesimo saldo di Dicembre, quando non addirittura inferiore, perché ci si è voluti concedere qualche sfizio.
E questo perché la “semplice” intenzione di accantonare qualcosa non rappresenta un obiettivo finanziario, ma piuttosto è un po' come dire "voglio viaggiare", senza aver definito con chiarezza il dove o il quando si intende farlo.
In questo modo si concede alle emozioni lo spazio per guidare le nostre scelte, condizionati dalle tentazioni del momento, che avranno inevitabilmente il sopravvento sul nostro proposito così generico.
Il segreto, infatti, sta nel definire quale direzione intendiamo prendere.

Posto che il risparmio –lo abbiamo visto- è una spesa differita nel tempo (non spendo oggi per poter affrontare spese future), quale sarà questa spesa? Cioè: Perché sto mettendo via questo denaro?
Una risposta chiara a questa domanda definisce il nostro obiettivo finanziario.
Quindi ecco che, se l'obiettivo definisce la destinazione, il risparmio rappresenta il carburante necessario ad affrontare il viaggio: quanto più lo si è pianificato con attenzione, tanto più saremo attenti a non sprecarne.
Quando l'obiettivo ha una destinazione chiara -ad esempio, "accantonare 10.000€ per cambiare l’automobile tra 6 mesi"- accade un meccanismo potente: quello sfizio o quell’acquisto non necessario appaiono immediatamente come una distrazione di risorse, che vengono sottratte al nostro obiettivo, ed in questo modo le scelte impulsive perdono la loro forza.

Chiaramente, ogni obiettivo è diverso, per l’impegno economico che richiede, per l’orizzonte temporale nel quale si colloca e per la rilevanza che vi attribuiamo.
Immagino sia chiaro a tutti che un obiettivo di breve (es. la costituzione di un fondo d'emergenza) necessita di un "porto sicuro", senza grosse oscillazioni.
Al contrario, un obiettivo di lungo periodo (es. l'integrazione della pensione, tra 15 o 20 anni) può e deve permettersi di affrontare la volatilità di breve, sapendo che il tempo ammortizzerà il rischio, restituendo un premio in termini di rendimento.
Il modo in cui ci comportiamo con i nostri soldi -ce lo dimostra la finanza comportamentale- è fortemente e costantemente influenzato dalle nostre emozioni e reazioni istintive, che possiamo governare solamente avendo ben chiara la nostra meta.

In conclusione, questo venerdì mattina di inizio anno, la domanda che dovete porvi non dev’essere "quanto risparmieremo quest'anno?", bensì "per cosa ci stiamo impegnando a risparmiare?": definire la destinazione è l'unica via per raggiungerla!
Rivolgetevi sempre alla guida esperta di un professionista serio e competente.

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