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Lorenzo Bravo
3 lug 2026
Pianificarlo è un atto di responsabilità e di amore
In Italia, l’invecchiamento demografico è un dato particolarmente evidente, con una percentuale di Over65 superiore a qualsiasi altro Paese europeo e che, tra l’altro, si stima sia destinata ad aumentare nei prossimi anni

Allo stesso tempo -come abbiamo visto qualche mese fa- nelle mani degli Over 50 risulta concentrato il 75% della ricchezza nazionale (Think tank Tortuga, su dati Banca d’Italia).
È facile capire che questi due dati sono tra loro strettamente correlati: entro il 2045 si stima infatti che saranno trasferiti per via ereditaria oltre 6.400 miliardi di euro, ed i Millennial si troveranno così ad essere la generazione più ricca della storia.

All’atto pratico, il passaggio generazionale consiste nel trasferimento “strategico” di ricchezza (immobili, investimenti, quote aziendali o semplici conti correnti) da una generazione a quella successiva.
E questo trasferimento può essere orchestrato tanto durante la vita (ad es. con donazioni mirate o designando beneficiari con strumenti assicurativi), quanto dopo la morte, attraverso la disposizione di un testamento.

Tuttavia, per molteplici ragioni, la propensione degli italiani a pianificare la propria successione è ancora molto bassa e, secondo i dati del Ministero della Giustizia, solo il 12% degli italiani dispone testamento. Evidentemente, il restante 88% sottovaluta o dimentica, purtroppo, che l'assenza di una adeguata pianificazione è causa spesso e volentieri di complessità burocratiche, gravosi oneri fiscali, incomprensioni, ambiguità e dolorosi conflitti familiari.
Infatti, il problema principale è che, in assenza di testamento, la successione viene regolata secondo la legge (successione legittima), che, sebbene tuteli gli eredi più prossimi, non può certo tener conto delle relazioni familiari e delle esigenze individuali, che spesso innescano litigi tra coeredi.

A ben guardare, quindi, si può facilmente comprendere che una adeguata pianificazione successoria risulta efficace non solo nella misura in cui consente di distribuire i beni secondo le volontà espresse dal de cuius, ma anche per la capacità di ottimizzare gli aspetti fiscali e amministrativi, grazie anche all'uso strategico di strumenti particolari, come le polizze vita, i trust, o i patti di famiglia.
In questo modo, inoltre, è possibile stabilire le condizioni precise del trasferimento del proprio patrimonio, salvaguardandolo, ad esempio, nel caso in cui vi siano eredi minori.
Per gli imprenditori, il concetto di pianificazione successoria assume poi ancor più rilevanza: un solido “passaggio generazionale d'impresa” è vitale per assicurare la continuità aziendale ed una governance stabile, senza traumatiche interruzioni.
In conclusione, dunque, pianificare il passaggio generazionale della propria ricchezza è un atto di responsabilità e di amore: si investono oggi tempo ed attenzione, per garantire domani tranquillità finanziaria ai propri cari.
Piccolo o grande che sia, il patrimonio di cui si dispone è frutto di lavoro e sacrificio, per cui merita di essere protetto, valorizzato, e trasmesso alle future generazioni con serenità. Considerando la evidente complessità dell’argomento, per farlo nel migliore dei modi è indispensabile avvalersi del supporto specialistico di professionisti (consulente finanziario, notaio e commercialista) che possono aiutare a definire scelte consapevoli, coerenti alle proprie necessità e conformi alla normativa.
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