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Lorenzo Bravo
26 dic 2025
Curiosità
Alla fine di Giugno 2025, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane -tra conti correnti, titoli, azioni, fondi comuni e assicurazioni- ha avvicinato per la prima volta quota 6.000 miliardi di euro, con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente (report FABI).

Negli ultimi 15 anni questa ricchezza è cresciuta del 57%, un risultato che colloca l'Italia tra i Paesi più ricchi al mondo in termini di patrimonio privato.
Di pari passo è cresciuto pure il numero dei milionari (patrimonio netto totale, inclusi gli immobili), che oggi sono -secondo UBS- 1,3 milioni.
Stando alla classifica Forbes, sono 79 gli italiani il cui patrimonio è superiore al miliardo di dollari.

Sempre secondo le stime del Global Wealth Report di UBS, in Italia, tale ricchezza risulta derivare da eredità per il 63% (contro una media mondiale del 36%) e nei prossimi 20/30 anni crescerà di oltre 2.300 miliardi per effetto del passaggio generazionale.
Attualmente, infatti, oltre il 60% della ricchezza complessiva risulta detenuto dagli over 60 (“Baby Boomer” e “Generazione Silenziosa”).

Tra l’altro, l’Italia rimane un vero e proprio paradiso fiscale per quanto riguarda le successioni, con aliquote bassissime e franchigie importanti per gli eredi “in linea retta”.
Dietro questa incoraggiante crescita della ricchezza nazionale, tuttavia, si cela una realtà assai preoccupante: l’allargamento della forbice tra ricchi e poveri.
Secondo i dati Eurostat, infatti:
il 60% della ricchezza nazionale è posseduta dal 10% della popolazione;
Circa un quinto del patrimonio italiano risulta concentrato nelle mani di una ristretta élite dell’1%;
Lo 0,1% più ricco della popolazione detiene poco meno del 10% dell’intera ricchezza nazionale;
Più precisamente il 7,4%: più di quanto possieda il 50% più povero della popolazione.
Questi dati collocano l’Italia al 20° posto tra i 27 Paesi Ue per diseguaglianza nella distribuzione dei redditi.
Secondo i dati del Rapporto Eurispes 2025, inoltre, il 60% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese, più di 3 italiani su 4 non sono in grado di risparmiare e addirittura oltre il 35% deve attingere ai propri risparmi.
Dal report 2025 di Caritas Italia emerge che in Italia vi sono quasi 5,7 milioni di poveri assoluti (il 9,7% della popolazione), che non dispongono delle risorse necessarie ad una vita dignitosa.
Come disse il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Louis Brandeis (1856-1941):
“Possiamo avere la democrazia o grande ricchezza concentrata nelle mani di pochi, ma non possiamo avere entrambe”.
Dunque, se da un lato i patrimoni familiari toccano livelli record, dall’altro l'incertezza economica rischia di generare comportamenti che possono ulteriormente accentuare le disparità sociali: secondo l’ultimo rapporto OCSE, infatti, meno del 40% degli italiani raggiunge un sufficiente livello di alfabetizzazione finanziaria.
Questo dato -che ci colloca nelle ultime posizioni in Europa- trova conferma anche nelle ricerche condotte da Consob: appena il 30% è degli italiani risulta in grado di calcolare un tasso di interesse composto, meno di uno su quattro conosce e comprende concetti fondamentali come diversificazione e inflazione, e soltanto uno su cinque tiene monitorate le proprie entrate ed uscite con regolarità.
Le conseguenze di tali carenze sono evidenti: solo in pochi strutturano un coerente piano di spesa, seguendo un budget definito, in molti non dispongono di un fondo per fronteggiare eventuali emergenze, ed i più affrontano le proprie decisioni finanziarie secondo istinto (!?!) o sulla scorta di consigli non qualificati.
Per sfuggire alla costante insicurezza dei mercati finanziari e superare con fiducia gli imprevisti della vita rivolgetevi sempre e soltanto a un professionisti competenti ed esperti!
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