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ACTION BIAS

Lorenzo Bravo

22 mag 2026

Quando agire è dannoso

Se nell’investimento c’è qualcosa di garantito è senza dubbio la capacità di renderci irrequieti.
Le naturali oscillazioni dei prezzi generano inevitabilmente in ciascuno di noi l’irrefrenabile impulso ad intervenire, che soddisfa la nostra "illusione di controllo" rispetto a quanto sta accadendo.


Questa nostra naturale tendenza è definita come Action Bias (Bias all'azione): un riflesso istintivo alla paura ed al disagio, sedimentato nel nostro cervello in migliaia di anni di evoluzione, da quando esitare poteva fare la differenza tra la vita e la morte.
Come abbiamo visto più volte –purtroppo- certi meccanismi ed istinti, che pure si sono rivelati fondamentali nel nostro percorso evolutivo, quando abbiamo a che fare con il mondo articolato e complesso (spesso contro-intuitivo) della finanza si rivelano assolutamente controproducenti, se non addirittura dannosi!

"Il tempo è tuo amico, l'impulso è tuo nemico." - John C. Bogle

Quando i mercati sono volatili (di fatto sempre, il “problema” sta nella nostra percezione) il nostro istinto ci porta ad intervenire, anche se statisticamente non fare nulla sarebbe assolutamente la scelta più saggia.

Il pregiudizio all'azione si manifesta in due modi che distruggono i rendimenti: da un lato assecondando l’avidità nel tentativo di ottenere una maggiore performance attraverso il trading (ovvero la ricerca del titolo e/o momento “migliore”), dall’altro dando corpo alla paura, vendendo durante le fasi di ribasso e rendendo concreto un danno, che altrimenti sarebbe solo teorico.



Il problema non è da imputarsi ad una minore o maggiore intelligenza, ma alla forza di volontà, la tenacia, e la capacità di seguire con disciplina comportamenti e regole necessari a conseguire l’obiettivo desiderato, mettendo al riparo da reazioni impulsive ed istintive guidate dalle emozioni.
 
La qualità più importante di un investitore è il temperamento, non l'intelletto” - Warren Buffett
 
Paradossalmente, dunque, la sfida più grande quando si affronta un percorso di investimento è imparare a stare fermi: gli investimenti di successo non sono fatti di azioni frenetiche, ma di una disciplinata passività.
 
"Investire è come guardare la vernice che asciuga" - Paul Samuelson



Automatizzare gli investimenti, con metodo (es. Piano di Accumulo) può essere certamente d’aiuto, poiché bypassa le nostre decisioni, rendendo l'investimento una pratica costante, non governata dal “sentiment” di mercato.
Anche ridurre la frequenza con la quale si controllano i propri investimenti può attenuare l’ansia e lo stress, migliorando per contro rendimenti e tranquillità.

In conclusione, il “bias all’azione” fa parte di un ampio ventaglio di reazioni istintive che è bene imparare a riconoscere e gestire, se si vogliono aumentare le possibilità di raggiungere i propri obiettivi con successo.


In questo percorso, sono fondamentali la guida ed il supporto di un professionista qualificato e competente, non le chiacchiere da bar!

 

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