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Lorenzo Bravo
15 set 2023
Siamo esseri irrazionali ed il nostro cervello fatica a ragionare su basi statistiche: se vogliamo investire con successo è necessario prenderne coscienza!
Nel mondo, lo scorso anno sono morte per incidente aereo 158 persone (132 nel solo incidente del Boeing 737 in Cina a marzo), mentre secondo l'Istat, soltanto in Italia, ne morivano 20.669 a causa di incidenti stradali.
Nonostante queste evidenze, continuiamo tranquillamente a salire in auto, mentre sei passeggeri su dieci hanno paura di prendere l'aereo: quando abbiamo a che fare con paure e fobie, purtroppo, la statistica non basta a tranquillizzarci!
Questo accade perché, spiega il prof. Legrenzi (docente emerito di scienze cognitive all'Università Ca' Foscari di Venezia), la statistica è una scienza contro-intuitiva:
"Molte delle leggi della statistica vanno contro quello che ci viene spontaneo pensare: per decine di migliaia di anni gli eventi oggettivamente pericolosi per noi sono stati quelli inaspettati, imprevedibili e incerti".
Siamo abituati ad andare in macchina ed il nostro cervello, anche se i dati dicono il contrario, non lo avverte come pericoloso. Diversamente, poiché si tratta di un evento più raro, prendere l'aereo, ci spaventa.

Ciascuno di noi tende a ridurre le probabilità a certezze, l’incerto a certo, il plurale all’uno, la complessità alla semplicità: il nostro cervello funziona secondo schemi mentali sviluppati lungo migliaia di anni di percorso evolutivo e che ci permettono di affrontare rapidamente ed efficacemente le situazioni quotidiane. Tuttavia, quando le cose si fa più articolate, complesse e l’incertezza aumenta, questi stessi meccanismi possono portarci fuori strada.
Sappiamo che il calcolo delle probabilità sta alla base del gioco d'azzardo: le possibilità di vincere giocando a testa o croce sono esattamente al 50%. Immagino di trovarvi tutti d’accordo su questo.
Ipotizziamo 1.000.000 di giocatori, ciascuno dei quali mette nel piatto un euro.
Dopo il primo turno rimarranno in gara la metà dei concorrenti, dopo il secondo pure e così via: al termine di venti turni sarà rimasto un solo partecipante a godere del bottino milionario.
A quel punto probabilmente tutti si chiederanno come ci sia riuscito. Uno su un milione!?! Come avrà fatto a vincere? Quale strategia avrà seguito? Quali sono i suoi trucchi, i suoi segreti?
Eppure il segreto è soltanto uno: il caso!
Lo stesso vale nel trading, dove il risparmiatore (in Italia oltre 6 milioni di persone!) cerca di indovinare se il prezzo di uno strumento -nei prossimi minuti, ore, giorni- salirà o scenderà. Dimenticando che l’ultimo prezzo non dipende dal precedente e le probabilità sono le stesse che fare testa o croce (forse per questo il 90% di chi fa trading perde).

Le statistiche relative ai trader non professionisti (che nel piatto non mettono solamente un euro) dicono che nel giro di due anni l’80% abbandona; al terzo anno ne rimangono meno del 15%, per dimezzarsi ulteriormente dopo il quinto.
A distanza di alcuni anni soltanto in pochi saranno stati in grado di rimanere sul mercato ottenendo risultati soddisfacenti, purtroppo, senza che ciò attesti particolari abilità (forse la pazienza, la costanza e la perseveranza, queste sì).
Infatti, è il caso l'unico elemento ricorrente nel mercato, che vive di continue oscillazioni e fluttuazioni, governato da leggi proprie, che non possiamo cambiare ma alle quali possiamo scegliere di aderire.
Possiamo infatti scegliere di giocare a testa o croce, guadagnando o perdendo casualmente nel breve periodo.
Oppure possiamo perdere molto, regolarmente ed inconsapevolmente, nel lungo periodo.
Oppure ancora, possiamo scegliere di guadagnare molto, in maniera consapevole ma irregolare, nel lungo periodo.

Avidità e paura sono emozioni strettamente correlate al funzionamento del mercato: a determinarne i movimenti sono infatti proprio le nostre decisioni, il più delle volte dettate dall’emotività anziché conseguenza di analisi e studi.
Tutti quanti sappiamo bene dei molti riflessi negativi del gioco d’azzardo, in particolare dei suoi effetti sulle famiglie dei giocatori compulsivi.

Dunque se vogliamo investire e non “giocare in Borsa”, piazzando scommesse, il primo indispensabile passo è formarsi, ed imparare che per affrontare le situazioni di forte stress emotivo il rimedio è definire un piano d’azione: in questo modo, quando sarà, non ci dovremo preoccupare sul da farsi ma solamente attenere a quanto stabilito.
Affidatevi ad un professionista competente ed esperto!
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