top of page

SUCCESSIONE

Lorenzo Bravo

25 ott 2024

Anche in ottica successoria, pianificare è fondamentale per evitare conflitti e controversie 🧠💰

Come già ribadito in diverse occasioni, nell’ottica di una corretta pianificazione del risparmio, essere lungimiranti risulta molto spesso particolarmente complicato.

Un problema che emerge in maniera evidente quando si parla di successione: la scarsa conoscenza della materia, infatti, porta spesso a non considerare per tempo il ricorso al testamento, che permetterebbe di ridurre notevolmente il rischio di dolorosi conflitti familiari e controversie giudiziarie, consentendo tra l’altro un’assegnazione più rispettosa delle volontà del defunto.

 
In Italia, il tema delle successioni è disciplinato dal Codice Civile, che ne definisce due differenti forme: testamentaria, oppure legittima, che scatta nel caso in cui il testamento non sia stato disposto, e secondo la quale le quote di eredità variano in base ai soggetti coinvolti.
In assenza di eredi legittimi e testamento l’eredità passa allo Stato.

Esiste poi, variabile in funzione della composizione familiare, una cosiddetta quota disponibile, che può essere liberamente destinata a chi si desidera.


ree

 
Qualora vi sia un testamento olografo (scritto di pugno dal testatore), ad ereditare saranno chiaramente le persone indicate nel documento stesso. Tuttavia, è importante ricordare che la legge prevede vengano rispettate delle quote minime, e che quindi i cosiddetti “legittimari” (il coniuge, i figli o, in loro assenza, i genitori) ne hanno sempre diritto. Questi ultimi pertanto, se esclusi dal testamento o lesi nella quota loro spettante, hanno pieno diritto di agire nei confronti degli altri eredi e di tutti coloro che abbiano ricevuto donazioni dal defunto, impugnando il testamento attraverso la cosiddetta azione di “riduzione”, che è possibile esercitare fino a 10 anni successivi alla morte del de cuius ed è valida per i 20 anni precedenti la richiesta.
 

Dal momento che l’eredità comporta la trasmissione di beni, diritti ed obblighi agli eredi, compresa quindi l’assunzione dei debiti del defunto, chi la riceve ha tre differenti possibilità:

  • Rifiutarla,

  • Accettarla (tacitamente o espressamente), oppure

  • accettarla col beneficio di inventario

Quest’ultima opzione si pone evidentemente a metà strada tra le due precedenti, consentendo così all’erede di mantenere distinto il proprio patrimonio da quello del defunto, senza essere obbligato a coprirne i debiti con i propri beni ma solamente con quelli ereditati, ed entro i limiti del loro stesso valore.
Il termine per l’accettazione con beneficio d’inventario è di 10 anni, trascorsi quali, se non vengono manifestate volontà, si considera rinunciata l’eredità.


Infine, riguardo le tasse che gravano sulle successioni, in confronto ad altri Stati, l’Italia rappresenta ancora una sorta di “paradiso fiscale”, grazie ad aliquote e franchigie molto generose (che si possono trovare sul sito di Agenzia delle Entrate), per le quali da diversi anni si ipotizzano inasprimenti:

ree

Trasferimenti a favore di coniugi o parenti in linea retta sono soggetti ad una aliquota del 4%, con una franchigia di un milione di euro per erede (1,5 milioni di euro per soggetti portatori di handicap).
Aliquota che cresce al 6% per fratelli e sorelle, mentre la franchigia cala a 100.000€, azzerandosi per altri parenti fino al quarto grado.
Infine, l’aliquota sale all’8% per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti, senza alcuna franchigia.

ree

Come sempre, per vostra maggior tutela, rivolgetevi ad un professionista!


bottom of page