top of page

Lorenzo Bravo
11 ago 2023
Curiosità
La Space economy è definita dall'OCSE come “l'intera gamma di attività e l'uso di risorse che creano valore e benefici per gli esseri umani nel corso dell'esplorazione, ricerca, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio”.
Una definizione che include l’accesso e l’esplorazione dello spazio (come il turismo spaziale o la raccolta di minerali dagli asteroidi) e l’utilizzo dello spazio per realizzare servizi a valore aggiunto.
Si tratta di uno dei settori industriali in più rapida crescita, e lo spazio sta diventando sempre più una risorsa fondamentale per il monitoraggio della terra, per le telecomunicazioni, per i servizi di osservazione e di geo-localizzazione, offrendo vantaggi a diversi settori ed industrie.
Negli ultimi anni, i lanci di razzi commerciali di SpaceX ed il turismo spaziale (Origin, Virgin Galactic) hanno attirato l’attenzione del pubblico e degli investitori, rivoluzionando l’industria spaziale –fino ad allora dominata quasi esclusivamente da enti governativi- ed aprendo alla rapida innovazione che il settore privato è in grado di portare.
La nascita dell’era spaziale può essere indicata con il lancio del satellite Sputnik, nel 1957. Da allora quasi 10.000 satelliti sono stati lanciati in orbita da oltre 75 Paesi, di cui il 30% nell’ultimo decennio.
Per questo si sta evidenziando un problema particolare: la rapida crescita della “spazzatura spaziale”, con decine di migliaia di detriti che orbitano nello spazio.
L’economia dello spazio continua ad espandersi e si stanno creando nuovi modelli di business per affrontare il problema, come la nascita di imprese che si occupano di sostenibilità, sia che si tratti di tracciare e recuperare i detriti che di andare nello spazio e smantellare satelliti ormai in disuso.
L’Italia vanta una lunga tradizione nelle attività spaziali: terzo paese al mondo, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a lanciare un satellite in orbita (il San Marco 1, nel 1964), è tra i membri fondatori dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), di cui è il terzo contributore con 590 milioni di Euro (Osservatorio Space Economy – Politecnico di Milano).
Siamo indubbiamente di fronte ad una rivoluzione che non può essere ignorata. Non si tratta di un nuovo business, ma un’industria matura, esistente da quasi 70 anni, con un volume d’affari superiore a 450 miliardi di dollari.
E, secondo le stime di Morgan Stanley, la Space Economy raggiungerà i 1.000 miliardi di dollari entro il 2040.
Come sempre, ribadisco che non si tratta di “consigli per gli acquisti”, ma di una semplice analisi di alcuni dati sui quali può essere interessante riflettere.
E’ importante infatti ricordare che ogni scelta di investimento deve necessariamente affondare le proprie radici nella definizione degli obiettivi, del corretto orizzonte temporale e del livello di rischio tollerabile. Solo in ultima istanza si valutano le strategie e gli strumenti adeguati.
Per fare tutto questo nel migliore dei modi, ottimizzando il rapporto rischio/rendimento e minimizzando gli errori legati ad inesperienza ed emotività, è bene farsi affiancare da un professionista qualificato e competente.
"Siamo figli delle stelle, pronipoti di sua maestà il denaro" (Franco Battiato - Bandiera Bianca)
bottom of page
