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Lorenzo Bravo
18 lug 2025
Ok, è importante fare riferimento ad un professionista, ma come lo si sceglie? 🧠 💰
Ho sempre sottolineato l’importanza di gestire le proprie risorse economiche con criterio, partendo dal fare riferimento a professionisti qualificati ed esperti.
Ma come si può riconoscere un buon consulente?
Innanzitutto verificandone l’iscrizione all’albo sul sito di Ocf (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari), per avere la garanzia che sia affettivamente preparato ed abilitato al servizio che sta prestando e la sicurezza che tale attività sia soggetta a vigilanza.
In secondo luogo, l’approccio: il “consulente” non è un “venditore” di prodotti né tantomeno di rendimenti.
Consigliare significa innanzitutto raccogliere informazioni quanto più dettagliate possibile circa lo stato familiare, patrimoniale, reddituale del cliente ed i suoi obiettivi di vita: solo dopo aver “preso le misure” sarà possibile pianificare una adeguata strategia finanziaria “tailor made”, che calzi sulle sue specifiche esigenze.
La scelta di prodotti/strumenti finanziari (da cui deriva il rendimento) non può che esserne la conseguenza.

Compito di un buon consulente dev’essere quello di aiutare il cliente a migliorare le proprie conoscenze e competenze, per valutare i rischi ed opportunità, così da affrontare scelte consapevoli riguardo la gestione del proprio patrimonio, che siano adeguate e coerenti con i propri obiettivi.
Prendere per mano l'investitore, accompagnandolo e guidandolo nel processo che lo porterà alla scelta finale: dev’essere infatti il cliente a scegliere, non il consulente.
Probabilmente, anche la disponibilità rappresenta uno dei vantaggi che derivano dal supporto di un professionista serio: dev’essere possibile infatti rivolgersi al proprio consulente con una cadenza periodica, così da monitorare l’andamento dei propri investimenti, assicurandosi che rimangano allineati agli obiettivi definiti. Per poi intervenire con modifiche soltanto se e quando opportuno o necessario, non per decisioni impulsive e dettate dall’emotività.
A tal proposito, ultimo ma non certo per importanza: l’onestà. Quella che occorre per ricordare costantemente che il futuro non può che essere e rimanere sempre imprevedibile e che il rendimento lo generano i mercati, nel tempo.
“Si tratta di "esperti speciali": individui che, socraticamente, sanno di non sapere e di non essere in grado di prevedere il futuro. È una figura di esperto ben diversa da quella definita dall'opinione corrente”. (L'economia della mente – Legrenzi/Massarenti 2016)

Occorre infatti avere sempre ben chiaro che pregiudizi, preconcetti, scetticismi, intuizioni, paure ed emozioni portano a commettere sistematicamente errori -anche molto gravi- che condizionano in maniera significativa la possibilità di raggiungere i propri obiettivi e la propria soddisfazione.
Quindi, l’onestà necessaria a sottolineare che investire non è speculare, cercando il rendimento più elevato, bensì tutelare il proprio futuro, imparando a riconoscere ed evitare gli errori, adottando i giusti comportamenti: nell’investimento come nella vita, per raggiungere i propri obiettivi servono metodo, disciplina e perseveranza.
“Siamo ciò che facciamo costantemente. L’eccellenza non è un atto, è una abitudine” - Aristotele
E ancora, l’onestà, che serve a ribadire -quando l’eccessivo entusiasmo, l’euforia e l’avidità portano a dimenticarsene- che non esiste rendimento che sia assolutamente privo di rischio. E chi dice il contrario mente!
Lasciate perdere “ammiocuggino” e rivolgetevi con fiducia soltanto ad un professionista qualificato e competente.
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