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SCEGLIERE

Lorenzo Bravo

19 lug 2024

Il nostro percorso decisionale è condizionato da tutta una serie di errori cognitivi ed emotivi: per questo è fondamentale imparare a scegliere! 🧠 💰

Affrontare una scelta vuol dire attivare una serie di strategie e di operazioni mentali necessarie ad elaborare le informazioni in nostro possesso per maturare infine una convinzione, una decisione.

E quando parliamo di libertà di scelta, facciamo ovviamente riferimento alla possibilità di decidere in autonomia. Tuttavia, il nostro processo decisionale è costantemente e significativamente condizionato da meccanismi mentali, automatici e molto spesso inconsapevoli, che dunque non dipendono dalla nostra volontà. Ne deriva che le scelte che prendiamo spesso scaturiscono dal contrasto tra ragione ed emozione, dal conflitto tra logica ed istinto.


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Nel corso dei millenni, il cervello umano si è evoluto adattandosi alla realtà circostante e sviluppando soluzioni che lo aiutassero ad affrontare i problemi in tempi rapidi: le cosiddette euristiche (dal greco εὑρίσκω: trovare, scoprire), ossia scorciatoie mentali che il nostro cervello sfrutta per elaborare rapidamente le informazioni e che ci permettono di formare impressioni, dare spiegazioni e, grazie all’esperienza e la conoscenza, prendere decisioni in brevissimo tempo, in un attimo. Quei “sette dannati e irrazionali secondi” di cui parla lo spot della Cupra.

Purtroppo, saltare a conclusioni col minimo sforzo cognitivo, nel mondo così articolato e complesso, spesso contro-intuitivo della finanza, così legato a periodi di tempo lunghi, finisce inevitabilmente col condurre ad errori, talvolta anche molto gravi. Quelli che conosciamo come bias, infatti, non sono altro che euristiche inefficaci: costrutti fondati su percezioni distorte o errate, pregiudizi su cose mai viste o rispetto le quali non si ha alcuna esperienza.


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Nel corso degli anni, dunque, la teoria classica -incentrata sul cosiddetto “homo economicus”- ha lasciato posto ad una figura più realistica del risparmiatore, condizionato da emotività ed aspetti cognitivi, secondo quanto proposto dalla finanza comportamentale, che unisce appunto psicologia e teorie finanziarie.

È ormai dimostrato, infatti, che l’uomo dispone di una ridotta capacità di scelta e per questo motivo, nell’affrontare il processo decisionale, è condizionato da tutta una serie di errori cognitivi ed emotivi.
Tra gli errori cognitivi più comuni possiamo trovare:

  • La cosiddetta overconfidence, ovvero la convinzione di essere dotati di abilità superiori rispetto alla media e di sapere più di quanto non sia realmente, che porta ad un eccesso di fiducia nel proprio istinto, che a sua volta porta ad assumere comportamenti molto rischiosi.

  • Il bias di conferma: una percezione selettiva che filtra nella direzione che vogliamo noi, per cui ricerchiamo e validiamo unicamente le informazioni (anche se incomplete, ambigue, quando non addirittura false) che suffragano le nostre convinzioni, teorie o ipotesi, ignorando, per contro, l’importanza di quelle che conducono a conclusioni opposte.

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  • L’illusione del controllo, infine, è un escamotage col quale il nostro cervello ci illude di poter in qualche modo controllare le situazioni, per affrontarle con tranquillità, che può, ad esempio, portare l’investitore ad attribuire risultati in realtà fortuiti al proprio fiuto ed abilità.

 
Infine, ahinoi, esiste un bias che fa da presupposto a tutti gli altri: il cosiddetto Bias Blind Spot (punto cieco del pregiudizio), concetto proposto dalla psicologa Emily Pronin dell’Università di Princeton. Un “bias nel bias”, il padre di tutti i pregiudizi, per il quale siamo incapaci di riconoscere i nostri errori cognitivi e tendiamo a pensare di essere meno prevenuti degli altri, di essere più oggettivi e razionali degli altri.
Proprio in ragione di quest’ultimo, purtroppo, per migliorare i nostri comportamenti e le nostre scelte d’investimento, non è sufficiente aver razionalmente compreso dove gli altri hanno commesso errori. Per questa ragione, probabilmente, questo mio breve articolo non servirà a granché…
 
Beh, sia come sia, io la mia parte continuo a farla.

Poi tocca a voi: rivolgetevi ad un professionista!!!

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