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Lorenzo Bravo
31 ott 2023
Dal 1924, il 31 ottobre ricorre la Giornata Mondiale del Risparmio; tuttavia, i più giovani lo ricordano come il giorno in cui si festeggia Halloween…
Ed effettivamente, qualcosa di "scary", spaventoso, c’è: il nostro scarso livello di educazione finanziaria!

“Questi ultimi anni ci hanno insegnato quanto velocemente può cambiare la realtà intorno a noi, e quanto sia fondamentale avere le conoscenze e gli strumenti per affrontare nuove situazioni”.
Ad affermarlo è stata Annamaria Lusardi, docente di Economia alla Washington University ed ex direttrice del Comitato EDUFIN.
In tempi di incertezze globali, i numeri dell'economia si rivelano sempre più importanti e le competenze necessarie a comprenderli essenziali, unico vero anticorpo alla vulnerabilità economica: solamente la conoscenza offre gli strumenti necessari a scegliere con consapevolezza.
Per valorizzare il proprio patrimonio e non vanificare sforzi e sacrifici fatti per crearlo occorre saper scegliere, dunque una buona educazione finanziaria.

Precisazione indispensabile: avere una buona educazione finanziaria significa compiere scelte consapevoli, non speculare; vuol dire imparare a sbagliare il meno possibile, non a guadagnare il più possibile!
Secondo il Flash Barometer della Commissione Europea, l’Italia risulta fanalino di coda per livello di educazione finanziaria della popolazione e, purtroppo, questi dati trovano conferma nelle indagini sull’alfabetizzazione finanziaria (IACOFI) che Banca d’Italia conduce dal 2017: un basso livello di conoscenze, competenze e abilità nel gestire il denaro, che lascia i risparmiatori italiani esposti a scelte sbagliate, costi eccessivi e truffe.

La ricerca “Navigare nella finanza, post Covid-19: le conoscenze dei giovani su truffe e frodi” promossa dall’Osservatorio Nazionale di Educazione Economico-Finanziaria (Oneef) mostra come il minor livello di alfabetizzazione finanziaria si riscontri tra i giovani della “Generazione Zeta”, come confermano anche i dati della ricerca condotta da Nomisma (Il 17% dei giovani investe ma 1 su 4 non sa valutare i rischi).
A peggiorare il quadro, la società di recupero crediti Kruk segnala che il numero di giovani indebitati in Italia è in costante aumento, con particolare evidenza in Lombardia.
Tanti giovani fanno acquisti ed investimenti online, anche rischiosi, e tra le principali cause vi è senz’altro l’incapacità di rinunciare a beni o esperienze, figlia di una inadeguata educazione finanziaria.
Fortunatamente, la ricerca mostra anche che i giovani, consapevoli delle proprie lacune, vorrebbero saperne di più e che riconoscono nell’assenza di una adeguata educazione finanziaria durante il percorso scolastico la causa di queste loro difficoltà nella gestione delle proprie finanze.

Per porvi rimedio è necessario cominciare facendo un check-up della propria salute finanziaria, come spiega Annamaria Lusardi:
“Ci sono problemi, esattamente come molte malattie, che restano silenti per molto tempo, senza darci alcun campanello d’allarme. Senza controlli e prevenzione potremmo accorgerci solo troppo tardi…”
Quindi, ecco alcuni semplici ma fondamentali consigli:
- Non rimandare;
- Pianificare e monitorare le spese;
- Informarsi e migliorare le proprie competenze;
- Definire i propri obiettivi;
- Rivolgersi ad un professionista
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