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Lorenzo Bravo
2 giu 2023
Lo sappiamo tutti: quando scegliamo di investire ci aspettiamo di ottenere un rendimento, più o meno elevato.
Per questo, è fondamentale avere ben chiara la regola base dell’investimento: sempre, a maggiori prospettive di guadagno corrisponde una maggiore assunzione di rischio. SEMPRE.
Ho più volte sottolineato che il minimo obiettivo di qualunque risparmiatore dovrebbe essere proteggere il proprio denaro dall’inflazione: si parla di rendimento reale, infatti, quando questo è considerato al netto dell’inflazione.
Diversamente, il rendimento atteso non è un parametro certo in senso assoluto, bensì una sorta di stima realizzata sulla resa media di investimenti analoghi in un determinato orizzonte temporale.
Ma perché mai qualcuno dovrebbe volere un investimento con un rendimento atteso inferiore ad altri?
Ed ecco che entra in gioco l’altra faccia della moneta, il rischio, ovvero l’impossibilità (per questo non esistono scelte che ne siano del tutto prive) di prevedere il futuro: si considera a basso rischio, infatti, quella attività finanziaria il cui andamento può essere previsto con anticipo e con buoni margini di certezza; al contrario, quando i margini di variabilità sono particolarmente elevati, la si considera ad alto rischio.
Con il termine “rischio” s’intende quindi la quota di incertezza intrinsecamente associata ad una determinata attività finanziaria: lo si può considerare come il “prezzo” del rendimento, quello che è necessario pagare per preservare (es. dall’inflazione) o accrescere il proprio capitale nel tempo.

Ed il profilo di rischio di ciascun risparmiatore/investitore, ovvero la tolleranza alla volatilità dei mercati, è evidentemente un fattore molto personale, così come lo sono anche gli obiettivi e l’orizzonte temporale.
In tal senso, quindi, si può facilmente capire che nessuna scelta può considerarsi “giusta” o “sbagliata”, ma che tale decisione dev’esser presa in maniera consapevole e coerente con le proprie specifiche esigenze ed obiettivi.
Investire in azioni, obbligazioni o liquidità comporta livelli di rischio chiaramente differenti tra loro, che devono necessariamente essere considerati tenendo conto delle diverse potenzialità di rendimento.
Per questo motivo è indispensabile una adeguata educazione finanziaria: conoscerne i relativi pro e contro, le differenti caratteristiche di rischio, costo, liquidità ed ovviamente rendimento atteso, risulta evidentemente indispensabile per definire strategie coerenti con le proprie necessità e strutturare un portafoglio efficiente.
È fondamentale realizzare che saper investire non significa saper guadagnare il più possibile, bensì imparare a sbagliare il meno possibile!
A tal proposito, saper gestire il rischio -e l’emotività che ne deriva- durante tutto il processo di investimento è importante tanto quanto saperlo contenere, attraverso buone pratiche: pianificazione, metodo e disciplina.
Solo un professionista serio, preparato e competente può aiutare in tal senso. Non il fai da te!
Del resto, se ho bisogno di un intervento al cuore, cerco il miglior cardiochirurgo in circolazione. Non mi affido "a mio cuggino" solo perché ha visto tutte le stagioni di “Grey’s Anatomy”!
O sbaglio?
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