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RALLY

Lorenzo Bravo

29 nov 2024

Curiosità

Il termine rally trae la sua origine dal mondo militare anglosassone, dove è utilizzato per indicare l’adunata delle truppe, che prelude al rovesciamento di un periodo di difficoltà durante una guerra.

Per questa ragione, in ambito finanziario indica una situazione contraddistinta da un significativo e sostenuto aumento dei prezzi di un titolo o strumento finanziario, che generalmente segue a periodi di stasi o di calo.

 

In linea generale, i rally finanziari seguono la diffusione di notizie che generano negli investitori aspettative particolarmente positive.

Nel caso di indiscrezioni di mercato possiamo trovarci di fronte ad incrementi repentini e di breve durata, con i prezzi che spingono al rialzo fino a quando l’eco della notizia termina. Per avere un esempio basta pensare a quando un grande brand lancia sul mercato di un nuovo prodotto: gli investitori immediatamente comprano quel titolo azionario, convinti della bontà (e profittabilità) del loro investimento.


Spesso, la tendenza al rialzo porta il rally ad autoalimentarsi: gli investitori, attratti dalla possibilità di guadagno, mostrano un interesse crescente per l’acquisto e, generando domanda, spingono inevitabilmente i prezzi al rialzo.
Un po’ come una festa: quando l’atmosfera si anima tutti vogliono partecipare. Anche i ritardatari, persino quando non hanno idea di cosa si festeggi! (!?!)

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Ne consegue che la durata dei rialzi può essere variabile, con rally meno marcati e decisi, che tendono ad allungarsi.
I più lunghi, generalmente, sono quelli che traggono origine da eventi di grande impatto come novità riguardo normative e politiche fiscali, manovre di politica economica, dati economici ed eventi geopolitici.


Infine, esiste anche il cosiddetto rally di Natale, che negli Usa si colloca nel periodo che va da ieri, giorno del Ringraziamento (4° giovedì di Novembre), all’inizio delle vacanze natalizie.

Generalmente, infatti, i mercati si avvicinano all’ultimo scorcio d’anno con un sentimento di speranza e ottimismo. A riguardo vi sono diverse spiegazioni: considerazioni fiscali, l’aumento dello shopping natalizio o gli investitori istituzionali che sistemano i loro books prima di andare in vacanza.

Storicamente poi, in autunno si sono verificati diversi crolli (ad esempio il Black Monday del 1987 oppure l'11 settembre 2001), che i mercati azionari sono stati spesso in grado di recuperare sul finire dell’anno.

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dati al 31 Marzo 2024

 

Ma i mercati azionari sono soggetti a continue oscillazioni, e se, da un lato, questa credenza approssimativa ha portato a considerare rialzisti i mesi invernali e primaverili, l’opposto vale per estate ed autunno, periodi associati alla convinzione di performance peggiori.

Come recita il famoso motto Sell in May and go away, espressione che pare abbia origine tra i banchieri londinesi degli anni ’30, che vendevano le loro posizioni prima dell’estate, per tornare ad investire a settembre.

 


Lasciando da parte le credenze popolari, che non trovano riscontro nelle evidenze, un dato di cui invece è molto importante tener conto è che la maggior parte dei guadagni tende a realizzarsi immediatamente dopo importanti fasi di mercato ribassista, proprio nei primi giorni del rally.

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dati al 01 Marzo 2024

 

Per questa ragione, come più volte ho sottolineato, è bene lasciar perdere il “Timing”, per affidarsi ad una più solida strategia di investimento a lungo termine, frutto di una corretta pianificazione.

 

Per non sbagliare, rivolgetevi ad un professionista!
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