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Lorenzo Bravo
10 mar 2023
Gli italiani, purtroppo, hanno un rapporto tradizionalmente complesso con la previdenza complementare: nonostante questa sia da considerarsi ormai uno strumento indispensabile, viste le sempre minori risorse pubbliche disponibili, l’enorme debito pubblico e la transizione demografica, rimane tuttavia qualcosa che ne impedisce una piena affermazione.
Dati alla mano, infatti, risulta che molte persone sono ancora restìe a dotarsi di coperture integrative e nel 2021 l‘investimento in questo tipo di strumenti è stato 1/10 rispetto a quanto, invece, si è speso per il gioco d’azzardo!
È comprensibile che per molti lavoratori, soprattutto i più giovani, la pensione sia un obiettivo troppo distante, tuttavia, pensarci per tempo rimane il miglior modo per garantirsi -con il minimo sforzo- un tenore di vita adeguato alle proprie necessità anche una volta lasciato il mondo del lavoro.
Svolta fondamentale per la previdenza pubblica italiana fu senz’altro l’introduzione, con la riforma Dini del 1995, del sistema contributivo, che ha reso ancor più importante interessarsi al proprio futuro previdenziale sin dalla giovane età .
Attualmente i tassi di sostituzione sono, per la pensione di vecchiaia, il 70-80% circa dell’ultimo reddito da lavoro per i dipendenti e grossomodo il 60% per gli autonomi: come integrare, dunque, la propria rendita pensionistica?
Innanzitutto risparmiando e, soprattutto, scegliendo strategie coerenti con una esigenza di lungo periodo, come è quella del risparmio previdenziale (assolutamente non il materasso!).
Assumere le decisioni finanziarie più opportune è quindi essenziale.

Sottolineando che non è mai troppo presto ma, allo stesso tempo, non è mai troppo tardi per pensare al proprio futuro, le soluzioni che consentono di accrescere, anche a piccoli passi, il reddito di cui disporre una volta cessata la propria attività lavorativa sono molte: piani pensionistici e soluzioni pensionistiche integrative, piani di accumulo o investimenti immobiliari sono quelle maggiormente diffuse.
Conoscerne il funzionamento, le caratteristiche, le potenzialità di rendimento ed i rischi è (sempre) fondamentale per giungere ad una scelta che sia innanzitutto consapevole ed in secondo luogo adeguata alle proprie personali esigenze di risparmiatore / investitore.
Senza dimenticare poi i vantaggi di una buona e corretta diversificazione.
Farsi affiancare da un consulente esperto e competente, in grado di consigliare le soluzioni migliori è indispensabile per non incappare negli errori -in particolare quelli dovuti all’emotività - che col fai da te si è portati a commettere.
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