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Lorenzo Bravo
10 nov 2023
Sapevate che il 90% delle decisioni che prendiamo riguardo gli investimenti sono condizionate dalle nostre emozioni?
Emozioni che, naturalmente, si amplificano quando le oscillazioni di mercato si fanno più frequenti e la volatilità più marcata.
Ormai oltre quarant’anni fa, con la sua "Teoria del Prospetto" (1979), lo psicologo israeliano Daniel Kahnemann (Nobel per l'Economia 2002) ha dimostrato che le perdite determinano in noi un impatto emotivo più che doppio (!!!) rispetto a guadagni equivalenti. E questa cosa finisce inevitabilmente col condizionare il nostro comportamento e le nostre scelte di investitori.
Una prova? La ritrosia e lo scetticismo che trattengono gli investitori dal comprare nei momenti di calo di mercato, nonostante la consapevolezza che i prezzi bassi rappresentano la migliore occasione per l’acquisto.

Parecchi studi hanno purtroppo dimostrato che la maggior parte delle persone tende a ragionare in ottica di breve -quando non addirittura brevissimo- termine. Va però detto che esiste anche una minoranza di persone capaci di pianificare secondo un orizzonte temporale più lungo.
Da queste ricerche risulta che sono proprio questi ultimi a godere di una migliore salute finanziaria: chi si concentra sul breve periodo, infatti, tende generalmente ad avere atteggiamenti più impulsivi e rischiosi, alimentando così la sua stessa insicurezza finanziaria; al contrario, chi riesce a guardare oltre il proprio naso ed essere più lungimirante gode di una maggiore stabilità ed è in grado di trarre maggiore soddisfazione dal proprio patrimonio.

È fondamentale ricordare sempre che i mercati (dunque gli investimenti) sono per loro natura estremamente volatili e prevedere quale direzione prenderanno è impossibile.
Nel breve periodo.
Ricercare il “momento giusto” per comprare e vendere (cd. Timing) porta a commettere errori che, a lungo andare, hanno un impatto pesantemente negativo: pensate che negli “ultimi” 35 anni, chi in questo modo avesse perso anche solamente i 10 giorni migliori avrebbe visto la sua performance ridursi di oltre il 50% rispetto a chi, invece, fosse rimasto sempre investito.
La storia dimostra infatti che, nonostante si possano determinare anche flessioni violente e spaventose, il mercato è sempre stato in grado di riprendersi.
Sia chiaro: non in giorni, settimane o mesi, ma anni!
Dunque un adeguato orizzonte temporale, coerente con i propri obiettivi di vita, è un elemento chiave, fondamentale per definire una strategia di investimento adeguata e stabilire un approccio disciplinato a lungo termine, indispensabile per evitare i pericoli del market timing.
Per non farsi distrarre dalle cicliche turbolenze del mercato e cadere vittima delle emozioni, è necessario focalizzare l’attenzione sui propri obiettivi, che stanno alla base di qualsiasi piano d’investimento ben strutturato, ragionato e capace di generare rendimenti, mitigando al tempo stesso l’ansia e l’emotività.
Per questo e molto altro è indispensabile farsi affiancare da un “financial trainer”, un consulente finanziario capace di indicare i giusti atteggiamenti e favorire comportamenti corretti, mantenendo gli investimenti al riparo dalle emozioni e dagli errori che portano a commettere.
Non esistono scorciatoie!
Niente Timing!
Solo tempo, metodo e disciplina!

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