top of page

MUTUO: CHE FARE?

Lorenzo Bravo

3 feb 2023

Ieri, nel suo primo intervento dell'anno (il 5° dallo scorso Luglio), la BCE ha definito un nuovo aumento dello 0,5% dei tassi d’interesse riportandoli così, per porre freno all’importante aumento dell’inflazione nell’area Euro, al 3%: un livello che non si vedeva più dalla fine del 2008!

Come conseguenza, negli ultimi mesi ho ricevuto parecchie telefonate da persone che, vedendo crescere considerevolmente le rate del proprio mutuo (anche oltre il 30%), cercavano supporto e soluzioni pratiche.

Stando ai dati di Banca d’Italia, circa il 40% dei mutui in circolazione risulta essere stipulato con un tasso variabile: sono questi i clienti che, preoccupati da nuovi aumenti e rincari, provano la fortissima tentazione di rottamare il proprio mutuo per passare ad un più rassicurante tasso fisso.

Tuttavia, è bene sapere che trovare una soluzione non è così facile come potrebbe apparire.

Innanzitutto perché il tasso d’interesse applicato ad un mutuo a tasso fisso rimane circa mezzo punto percentuale più alto di quello variabile, ragion per cui passare al tasso fisso può mettere al riparo da nuovi rialzi, è vero, ma risulta leggermente più costoso e la decisione richiede una attenta valutazione

Ma facciamo un passo indietro…

Le opzioni disponibili, che necessariamente devono essere ponderate caso per caso, sono fondamentalmente tre:

  • Rinegoziare le condizioni del contratto con la banca che ha concesso ed erogato il mutuo: non comporta costi, ma non sempre l’istituto bancario concede condizioni più favorevoli;

  • Surrogare (Legge Bersani 40/2007): spostare il proprio mutuo ad un altro istituto di credito è un’operazione gratuita, fatta salva una tassa ipotecaria di 35 euro; 

  • Estinguere anticipatamente, in tutto o in parte (Attenzione: per mutui ante 2007 può comportare penali!).


Dunque, prima di qualsiasi considerazione, è necessario avere chiaro quanto manca alla fine del contratto, in termini di tempo e capitale residui.

Dopo di che è necessario conoscere la composizione della rata, ovvero quanto pesano quota capitale e quota interessi: nel cosiddetto “ammortamento alla francese”, infatti, la quota di interessi è maggiore nei primi anni e si riduce col passare del tempo, fino ad invertire le proporzioni con la parte di capitale.

In buona sostanza, per effetto di ciò, chi ha superato la prima metà del proprio finanziamento accusa meno i rialzi.

Detto questo, è lecito non aspettarsi grandi sconvolgimenti: rispetto alle medie storiche i tassi sui mutui si mantengono ancora su livelli piuttosto contenuti e, riguardo la tipologia di contratto, come abbiamo visto prima, il tasso variabile rimane, seppur di poco, ancora più conveniente del tasso fisso.

Ad ogni modo, è tranquillamente possibile valutare le diverse opzioni e farsi un'idea grazie a vari simulatori disponibili online, tra i quali, ad esempio: mutuionline.it


Ecco che, in conclusione, il mio consiglio rimane sempre quello di farsi affiancare da un professionista competente, in grado di valutare ciascun caso nello specifico e le differenti possibili soluzioni.

bottom of page