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MENTAL ACCOUNTING

Lorenzo Bravo

18 ott 2024

...non tutti i soldi sono uguali! 🤔💰⚠

Premessa: tutti noi, quando affrontiamo decisioni finanziarie, commettiamo errori dettati dall’emotività, cosa che appare tanto più evidente quanto più affrontiamo situazioni di particolare stress o incertezza.


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Il nostro cervello -impariamo da accettarlo- fatica ad affrontare problemi di natura finanziaria, che spesso si presentano in maniera contro-intuitiva.

Per esempio: 100 euro guadagnati lavorando e 100 euro trovati per terra dovrebbero avere esattamente lo stesso valore, tuttavia, la percezione del valore che vi attribuiamo cambia eccome!

Così, mentre nel primo caso tendiamo a gestire il denaro con oculatezza e prudenza, nel secondo non abbiamo particolari remore a spenderlo (diversi studi dimostrano che per la stessa ragione un’impressionante percentuale di neomilionari hanno dilapidato intere fortune).

 
Questo bias, detto mental accounting, è uno degli errori più comuni e radicati, per il quale tendiamo a creare una “contabilità mentale”, suddividendo i soldi a seconda della loro provenienza e di come intendiamo spenderli.
 

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Un famoso esperimento condotto, nel 1984, dallo psicologo e Nobel per l’Economia Daniel Kahneman ne offre una chiara dimostrazione:

  • Caso 1: per 50€ hai già comprato un biglietto per lo spettacolo, ma arrivato a teatro ti accorgi di averlo perso.

  • Caso 2: arrivato al botteghino del teatro per acquistare il biglietto, scopri di aver perso una banconota da 50€.

Nel primo caso solo il 46% degli intervistati accetta di comprare un nuovo biglietto, avendo già speso il budget “divertimento”, mentre nel secondo la percentuale disposta a mettere mano al “conto imprevisti” sale all’88%.
 

È infatti ampiamente dimostrato che ciascuno di noi affronta le proprie scelte di consumo sulla base di questi conti, creando differenti budget e suddividendo il proprio patrimonio in tre differenti categorie:

  1. denaro corrente: vi rientrano conti correnti e i contanti, cui attingiamo per spese e consumi;

  2. ricchezza corrente: che include i beni che abbiamo sotto forma di azioni, obbligazioni, quote di fondi e che tendiamo a non intaccare;

  3. ricchezza futura e pensione: qui si collocano la casa, gli investimenti previdenziali e le polizze vita. Vi attingiamo solo in caso di assoluta necessità.

Prendere consapevolezza rispetto questi sistemi mentali può aiutare a gestire i risparmi in maniera responsabile.

In questo caso, fortunatamente, possiamo dire che “non tutti i mali vengono per nuocere”: i conti mentali possono infatti rivelarsi utili nella gestione dei risparmi, per allocare le risorse in modo efficace ed evitare gli sprechi, aiutando ad organizzare per priorità gli obiettivi di vita (acquistare la casa, l’università per i figli, una pensione dignitosa ecc.).


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Perché solamente avendo ben chiaro che cosa si desidera veramente e pianificando i propri obiettivi, si possono affrontare scelte consapevoli e prendere decisioni razionali e coerenti, senza essere distratti dal “rumore di fondo” dei mercati, che porta impulsivamente al panico e all’euforia.

Soltanto avendo stabilito i propri specifici obiettivi, infatti, è possibile determinare quale sia la strategia d’investimento più adatta a raggiungerli ed identificare gli strumenti più funzionali ed efficaci per conseguirli.
 
Per questo sono fondamentali il prezioso supporto ed i consigli di un consulente abilitato, competente ed esperto!
 
"Il compito non è tanto vedere ciò che nessun altro vede, ma pensare ciò che nessun altro ha pensato di ciò che tutti vedono" - Arthur Schopenhauer

 

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