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PIANIFICARE CON LUNGIMIRANZA

Lorenzo Bravo

3 mar 2023

Abbiamo già visto che, purtroppo, il risparmiatore non risponde alle regole dalla teoria economica classica, secondo la quale “Homo oeconomicus” è una figura perfettamente razionale: decenni di studi nel campo della finanza comportamentale hanno ampiamente dimostrato quanto siamo, al contrario, fortemente condizionati da fattori emotivi.

Da ciò deriva -come tutti possiamo ben sapere e verificare- che all’aumentare della volatilità dei mercati aumentano la preoccupazione e l’ansia.  

E’ tuttavia indispensabile sottolineare che il trascorrere del tempo trasforma l’incertezza in rischio, che diviene quindi una grandezza misurabile e gestibile.

“Per centinaia di migliaia di anni, la lungimiranza non era una dote necessaria, al contrario, era necessario prendere decisioni rapide in poco tempo”
sostiene il prof. Paolo Legrenzi (psicologo ed accademico italiano, docente emerito di psicologia cognitiva presso l'Università Ca' Foscari di Venezia), evidenziando quanto
“ancora oggi è la paura a condizionare le scelte degli investitori, non gli eventi realmente pericolosi: un terribile ostacolo alla lungimiranza intesa come la capacità di prendere decisioni ponderate e equilibrate sul lungo termine”!

Per molti studiosi, come Douglass North, premio Nobel per l’economia nel 1993, all’origine della modernità e del capitalismo commerciale sta proprio il passaggio dalla “cortomiranza”, legata ad esperienze specifiche e circoscritte, alla lungimiranza resa possibile dalla trasformazione dell’incertezza in rischi calcolabili.

Lungimirante: la definizione secondo Treccani
Lungimirante: la definizione secondo Treccani


Per gestire l’incertezza sul futuro è necessario adottare un processo d’investimento disciplinato, capace di mitigare l’irrazionalità emotiva, definendo strategie d’investimento adeguate ed un corretto orizzonte temporale.

“Adeguate”, “corretto” …ma per chi? E secondo quali criteri?

Ed ecco che, ancora una volta, appare evidente che investire significa pianificare, cioè, innanzitutto, identificare gli obiettivi di vita che si intende raggiungere.

Sentimenti naturali come paura ed avidità si affrontano molto meglio ragionando in termini di “Quanto occorrerà per sostenere i figli durante il loro percorso di studi? E per comprare la casa? Per integrare la pensione?”.

Dev’essere chiaro che non si investe in qualcosa ma per qualcosa: compito del risparmio è aiutare a raggiungere i nostri obiettivi.
In tal senso, pensandoci, è facile capire che le scelte finanziarie non sono il fine, bensì il mezzo!

Infine, poiché uno scenario in rapida evoluzione necessita di una costante verifica della coerenza tra strumenti e obiettivi di investimento, risulta indispensabile farsi affiancare da figure esperte e qualificate.

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