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LOSS AVERSION

Lorenzo Bravo

27 giu 2025

Curiosità

Uno degli errori più comuni, ampiamente analizzato nel contesto finanziario e comportamentale, è la cosiddetta “loss aversion”.

L’avversione alla perdita è un fenomeno cognitivo connaturato, una asimmetria per la quale la nostra risposta emotiva -la frustrazione- che deriva dalle perdite risulta due volte più potente della soddisfazione che generano guadagni della medesima entità.

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"Le perdite incombono più dei guadagni"
Descrivevano così questo pregiudizio cognitivo, nella “Teoria del Prospetto” del 1979, gli psicologi Daniel Kahneman ed Amos Tversky, che furono i primi a parlarne.

 

Si tratta di un atteggiamento profondamente radicato nella nostra natura umana, che inevitabilmente determina conseguenze sulla gestione e sull'equilibrio finanziario del portafoglio, poiché condiziona significativamente le scelte finanziarie degli investitori, portandoli a decisioni impulsive.
 
Il bias dell'avversione alle perdite può, per esempio, allontanare gli investitori dagli asset più volatili, per preferire soluzioni più conservative, inefficienti rispetto ai loro obiettivi finanziari. Oppure può indurre alla vendita nei momenti di flessione del mercato azionario. Oppure ancora, portare gli investitori a mantenere troppo a lungo posizioni in perdita.

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Per effetto di questa distorsione cognitiva, tendiamo a cadere nella trappola della cosiddetta "miopia finanziaria", che porta a concentrarsi su strumenti di breve termine, trascurando i vantaggi e le opportunità di una corretta pianificazione finanziaria sul lungo periodo.


Il premio Nobel per l'economia Paul Samuelson dice:
Investire è come guardare la vernice che si asciuga.

 

Col passare del tempo, infatti, mentre il rendimento cresce, il rischio cala, dato che le probabilità statistiche di ottenere risultati negativi si riducono fino ad azzerarsi.

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Al contrario, dovremmo aver paura di “abbandonare” i nostri risparmi sul conto corrente: la sicurezza della liquidità rappresenta di fatto la sicurezza di una perdita, poiché l’inflazione ne erode il potere d’acquisto nel tempo.


Mitigare gli effetti della loss aversion è possibile: per prima cosa è importante acquisire una maggiore conoscenza di prodotti e strumenti finanziari (facendo riferimento alla professionalità e all’esperienza di un buon Consulente Finanziario), per migliorare la consapevolezza delle proprie scelte.


In secondo luogo, poiché dovrebbe essere chiaro che il fattore psicologico riveste un ruolo cruciale nelle nostre decisioni d’investimento, è fondamentale avere ben chiaro quali sono gli obiettivi che si intendono raggiungere, per adottare i comportamenti, necessari e seguirli con metodo e disciplina, così da contrastare gli effetti dannosi di istinto ed emotività.

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n conclusione: definire una strategia di investimento equilibrata, che rispetti orizzonte temporale e profilo di rischio, secondo una attenta pianificazione, e con il supporto di una figura di riferimento è il modo giusto per tutelare ed accrescere il proprio patrimonio nel tempo ed affrontare il futuro con serenità.

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