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Lorenzo Bravo
1 mar 2024
Nel famosissimo quadro “L’urlo”, del norvegese Edvard Munch, appare evidente come la paura -o, meglio, la sua manifestazione- arrivi addirittura a trasfigurare e sconvolgere le nostre sagome.
Immagino sia noto a tutti, infatti, quanto il sentimento della paura sia in grado di innescare in noi meccanismi particolarmente complessi, che possono finire anche col coinvolgere l’intero nostro organismo.
Con i suoi studi John Leach, psicologo dell'Università di Portsmouth, ha dimostrato che di fronte alla paura l'80% delle persone entra in confusione e, sopraffatta dall'ansia, rimane paralizzata. Proprio come capita agli animali, quando vengono illuminati dai fari delle automobili nella notte.
La paura ci induce ad attingere alle nostre risorse per affrontare un problema o un pericolo. Tuttavia, se queste risorse mancano e non abbiamo i dati e le competenze necessari, la risposta sarà evidentemente inefficace. Ne consegue che la paura, una delle reazioni più radicate in tutti gli esseri viventi, il cui scopo è proteggere dalle minacce esterne, non è sempre funzionale.
E questa disfunzionalità appare tanto maggiore nell’ambito finanziario, spesso contro-intuitivo, che richiede un approccio particolarmente lucido e razionale.
Una cosa di cui è importante prendere coscienza, infatti, è che nella nostra mente la paura è determinata più dalla percezione soggettiva del pericolo, che dalla reale entità o intensità del pericolo stesso.

In questo senso entrano in gioco diverse variabili come la familiarità o la vicinanza. Basti pensare, ad esempio, a quanto ci spaventa un disastro aereo rispetto agli incidenti stradali (ai quali, poiché più frequenti, siamo maggiormente abituati), oppure ancora, a quanto poco ci preoccupiamo della pensione o dei mutamenti climatici perché i loro effetti ci appaiono troppo distanti nel tempo.
“Le nostre paure sono molto più numerose dei pericoli che corriamo. Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.” - Seneca
Per capire se la nostra paura è proporzionata al pericolo, il primo passo necessario è dunque conoscere l’entità del pericolo stesso.

Questo grafico, ad esempio, rappresenta la distribuzione degli eventi: nel 95,44% dei casi che affrontiamo ricadono situazioni “normali” e vi possiamo ritrovare tutti gli eventi compresi tra recessione e sviluppo economico.
Uno scenario di crisi economica rappresenta poco più del 2% di possibilità, mentre un “Armageddon” come, all’opposto, la perfezione economica, appaiono altamente improbabili (0,14%).
“Se l’investitore non è esperto, qualsiasi suo investimento sarà rischioso. Quindi ad essere rischioso non è l’investimento, ma l’investitore!” - Robert Kiyosaki
Ecco spiegato perché, soprattutto quando si è alle prime armi, privi delle necessarie competenze, la paura può rappresentare un serio e concreto pericolo, portandoci ad assumere atteggiamenti e comportamenti sbagliati.
Perché il vero rischio è continuare ad alimentare le nostre convinzioni con le nostre percezioni!

Per questo avere al proprio fianco un consulente competente è fondamentale: per stare alla larga dagli errori, imparando a riconoscerli e gestirli, così da rimanere fedeli alle proprie scelte tutto il tempo necessario a conseguire risultati gratificanti, coerenti con i propri obiettivi. Non per guadagnare il più possibile!
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