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La CORSA AD OSTACOLI dell'INVESTIMENTO

Lorenzo Bravo

24 mag 2024

Il risparmio è il principio cardine del benessere economico e, a tal proposito, noi italiani abbiamo una discreta attitudine al risparmio. Per contro, però, troviamo il tema degli investimenti poco appassionante: un bel problema, se si considera che per affrontare decisioni riguardo al futuro è fondamentale saper amministrare con lucidità e consapevolezza il proprio denaro!


Purtroppo, diverse ricerche mostrano che la maggior parte degli italiani, non sapendo come farlo, considera complicato e rischioso investire, e per questo preferisce lasciare i propri risparmi sul conto corrente: una soluzione in realtà assolutamente controproducente, a causa dell’inflazione.

Queste stesse ricerche evidenziano che il tema della gestione del risparmio genera spesso sensazione di ansia, e che la scarsa attitudine all’investimento è da imputare alla mancanza di competenze ed al conseguente senso di inadeguatezza rispetto alla materia economica


L’ultimo rapporto Edufin conferma, infatti e purtroppo, che le conoscenze finanziarie dei risparmiatori italiani non sono ancora adeguatamente diffuse.

Per questo motivo è necessaria l’educazione finanziaria: il primo investimento che ciascuno deve fare è innanzitutto imparare a risparmiare e a gestire con criterio e responsabilità il proprio denaro.

Per abbattere le paure legate alla gestione del denaro e ai temi finanziari è necessario superare i pregiudizi, i preconcetti e tutte quelle emozioni che fanno del percorso di investimento una vera e propria corsa ad ostacoli, rendendo difficile affrontare scelte economiche in maniera razionale.

Autore DAVID GRAY - Ringraziamenti REUTERS
Autore DAVID GRAY - Ringraziamenti REUTERS

La finanza comportamentale, lo abbiamo già visto, ci insegna che nelle scelte di investimento psicologia ed emozioni giocano un ruolo chiave per determinare le decisioni, spesso condizionate da numerosi errori cognitivi (bias). Ne deriva quindi che i nostri atteggiamenti e comportamenti il più delle volte non sono del tutto razionali.


Un meccanismo piuttosto comune è l’automatismo detto “bias dello status quo”: per abitudine o per la fatica che il cambiamento richiede, generalmente preferiamo rimanere nella situazione in cui già ci troviamo anziché affrontare qualcosa di nuovo e magari potenzialmente vantaggioso. “Chi lascia la strada vecchia per la nuova…”


Tra i vari ostacoli dovuti all’emotività e gli errori cognitivi più frequenti troviamo anche l’eccessivo ottimismo (che porta l'investitore a riporre eccessiva fiducia nei risultati favorevoli, sottostimando quelli negativi), la cosiddetta “overconfidence” (un peccato di presunzione: l'eccessiva sicurezza in sé stessi, una sovrastima delle proprie conoscenze, abilità o intuito), l’illusione del controllo (l’errata convinzione di poter governare tutte le variabili in gioco) ed il “confirmation bias” (processo mentale che porta a ricercare, selezionare e validare solo quelle informazioni -anche errate o incomplete- che confermano le nostre convinzioni, ignorando o sminuendo quelle che le contraddicono).


Purtroppo, se da un lato prendere consapevolezza, imparando a conoscere e riconoscere gli errori è il primo passo per evitarli, dall’altro -lo sappiamo bene- correggere i propri comportamenti non è affatto cosa semplice.

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Ogni scelta di investimento implica un coinvolgimento emotivo, che ne mina la tenuta e la stabilità. Per mitigarne e contrastarne gli effetti è indispensabile focalizzare gli obiettivi di risparmio ed il tempo necessario a raggiungerli. Dunque seguire con disciplina la strategia che si è definita, per evitare che la naturale imprevedibilità degli eventi (volatilità) porti a cadere nelle trappole di euforia o panico.

farsi affiancare da un professionista!

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