top of page

Lorenzo Bravo
28 mar 2025
Personaggi
Un anno fa moriva Daniel Kahneman (5 marzo 1934 - 27 marzo 2024), padre della cosiddetta "Finanza Comportamentale" e Premio Nobel per l'economia 2002, lasciandoci in eredità il suo pensiero.
Per oltre sessant’anni, ha lavorato per approfondire la nostra comprensione del comportamento umano e del processo decisionale, sottolineando quando e in che modo sbagliamo.
"Gli esseri umani sono motivati da emozioni non dalla razionalità, e questo influisce profondamente sulle loro decisioni finanziarie"
Nel suo libro "Pensieri Lenti e Veloci" ha esplorato il modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni e prende decisioni.
Tra le tante, una frase in particolare mi ha colpito: "Nessuno ha mai preso una decisione per un numero. Abbiamo bisogno di una storia".
Nonostante sia impossibile prevedere il futuro, infatti, siamo allettati dalle prospettive che questo comporta.
Lo conferma pure il matematico libanese Nassim Taleb nel suo libro “Il cigno nero” (ed. Il Saggiatore – 2009), osservando come la nostra tendenza a costruire per poi credere a narrazioni coerenti del passato rende difficile accettare i nostri limiti rispetto la capacità di predire gli eventi.
Col “senno di poi” il passato trova facilmente spiegazione, e questo meccanismo finisce con l’alimentare la convinzione che, allo stesso modo, sia possibile prevedere l’andamento delle cose in futuro.

In merito a risparmio ed investimento spesso chiunque ha ed esprime opinioni (che non equivale a competenze!) e per questa ragione in Italia non esiste una vera cultura che porti a rivolgersi a figure esperte e qualificate, come invece accade (in maniera direi abbastanza ovvia) per altre professioni.
In questo contesto i risparmiatori, nella maggior parte dei casi, approcciano all’investimento cercando una cosa sola: il rendimento. Spesso, tuttavia, senza nemmeno essere in grado di confrontarlo in maniera oggettiva (per asimmetria informativa).
In questo modo si origina la tendenza a credere che, per investire bene (che dunque si ritiene significhi guadagnare), sia necessario prevedere in qualche modo l’andamento futuro dei mercati, e che, di conseguenza, possa considerarsi esperto colui che è in grado di generare (ahinoi, il più delle volte solo promettere) performance.

“È la coerenza, non la completezza delle informazioni, che conta per una buona storia. Anzi, si scopre spesso che sapere poco rende più facile integrare tutte le informazioni in un modello coerente” (Pensieri lenti e veloci p.136).
Gli accattivanti racconti che lasciano credere sia possibile indovinare cosa aumenterà di valore e cosa invece no, statisticamente hanno generato profonde delusioni. Ciononostante, ogni giorno sentiamo persone spiegare quali potranno essere gli impatti e le ripercussioni in chiave futura di quanto sta accadendo nel mondo nelle ultime ore.
Ma i mercati finanziari sono uguali per tutti, non sono prevedibili e, soprattutto, non si piegano al volere dei singoli. Ciononostante, nel tempo, generano performance.
E se noi investitori non siamo in grado di beneficiare di queste performance è perché, come ha dimostrato Kahneman, tendiamo a seguire il nostro intuito, attraverso scorciatoie mentali, sempre condizionati dall’emotività e da distorsioni cognitive.
Dunque, probabilmente, siamo noi investitori a doverci piegare al mercato ed alle sue regole, cambiando il nostro approccio ed i nostri comportamenti.
“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati differenti” - Albert Einstein
Quindi?
Il futuro continuerà ad essere impossibile da prevedere, ma possiamo imparare a prepararci ad esso.
“Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere” Friedrich Nietzsche
Ecco perché è molto importante farsi supportare da valido consulente finanziario, che aiuti a sviluppare conoscenze e competenze, consapevolezza e responsabilità, e ad adottare i giusti comportamenti, necessari per raggiungere i propri obiettivi e costruirsi un futuro sereno.
Alla larga da “fuffaguru” e cantastorie!
bottom of page
