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INVESTITORE INTELLIGENTE

Lorenzo Bravo

7 lug 2023

Nel suo libro “The intelligent investor” (1949) che ha istruito ed ispirato investitori di tutto il mondo, l’economista Benjamin Graham sosteneva che:

"Il peggior nemico dell'investitore è molto probabilmente sé stesso".

Effettivamente, da allora, decenni di studi e ricerche nel campo della finanza comportamentale ci hanno insegnato che il processo decisionale è inficiato da frequenti e persistenti preconcetti e pregiudizi che portano a decisioni finanziarie sbagliate.

Il cervello umano si è evoluto sviluppando meccanismi che consentissero di giungere a decisioni in fretta. Questo, purtroppo, nel mondo estremamente complesso della finanza risulta un fattore tutt’altro che positivo: la mente tende a risparmiare tempo ed energie ed anche un’informazione parziale, temporanea o insufficiente può determinare una decisione. Con conseguenze che possono rivelarsi disastrose!

pregiudizi comportamentali si basano dunque su istanze emotive e frettolose che ci influenzano inconsciamente. Chiaro esempio ne è il diverso peso (ca. 2 volte e ½) che il nostro cervello attribuisce alle perdite rispetto ai profitti.


Un altro esempio degli errori che il nostro cervello tende a commettere è il cosiddetto "bias della disponibilità", secondo il quale nei processi decisionali complessi non consideriamo tutte le alternative allo stesso modo, ma ci fermiamo velocemente alle prime che ci vengono in mente.

In molti aspetti della vita, una buona dose di ottimismo è indubbiamente preziosa. Tuttavia, quando si tratta di prendere decisioni razionali, la nostra innata tendenza a considerarci nel giusto (“overconfidence”) può condizionare significativamente il nostro giudizio, portandoci a ricercare e/o validare unicamente quei dati che vanno a sostegno del nostro pensiero, secondo quello che viene identificato come “bias di conferma”.


Infine, l'esponenziale aumento di dati ed informazioni cui abbiamo accesso porta il nostro cervello, che spesso non dispone degli elementi necessari a filtrarle ed elaborarle, al paradosso per cui non sapendo cosa scegliere si sceglie di non fare nulla.

Risultato?

Capitali lasciati immobili sui conti correnti, vittime sacrificali di una illusoria sicurezza.
 
Essere investitori intelligenti significa innanzitutto riconoscere i propri limiti e comprendere che poiché l’emotività ci condiziona sempre, l’unico antidoto sono metodo e disciplina:

  • Impegnarsi a risparmiare (anche in maniera automatica) identificando prima di tutto gli obiettivi;

  • Stabilire un coerente orizzonte di tempo;

  • Definire a priori un insieme di regole da seguire quando (non se!) ci si troverà ad affrontare momenti burrascosi, per evitare di perdere il controllo ed agire in maniera irrazionale;

  • Impegnarsi a rispettarle!

  • Farsi affiancare da professionisti qualificati ed esperti.
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