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Lorenzo Bravo
31 mar 2023
Esiste da meno di un secolo ma non c’è angolo del pianeta in cui non la si trovi: terra, aria, acqua… persino dentro noi stessi! Incredibile, vero?
Eppure uno studio pubblicato a marzo dello scorso anno sulla rivista scientifica Environment International, per la prima volta, ha rilevato scientificamente microparticelle di plastica nel sangue umano (¾ dei campioni), a riprova di quanto l'inquinamento da plastica abbia raggiunto livelli allarmanti.
I dati sulla crescita della produzione, del consumo e dei rifiuti di plastica a livello mondiale, ed il conseguente impatto che questo ha su clima ed ambiente sono preoccupanti: dai 2,3 milioni di tonnellate del 1950, la produzione è aumentata esponenzialmente, superando i 400 milioni di tonnellate.
Secondo le stime dell'OCSE, entro il 2060 l’attuale consumo di plastica mondiale raddoppierà, superando quota 1 miliardo di tonnellate. Conseguentemente, cresceranno l'accumulo di rifiuti di plastica e l'impronta di carbonio.
Nel 2018 la United Nations Environment Assembly (Programma Ambiente delle Nazioni Unite), considerata il più alto organo decisionale internazionale al mondo in materia di ambiente, ha definito il problema dell’inquinamento da plastica una delle maggiori emergenze ambientali globali da affrontare.
La produzione di oggetti in plastica usa e getta sta soverchiando la nostra capacità di gestirla: ogni minuto, un camion della spazzatura di plastica viene scaricato nei nostri oceani ed 11 milioni di tonnellate all’anno diventano cibo per pesci.
Una situazione che ha assunto tratti inquietanti, con le correnti oceaniche che, nel Pacifico, hanno dato vita ad un’isola di plastica la cui superficie è addirittura superiore a quella della Francia!

La portata globale del fenomeno richiede un’azione coordinata a livello internazionale e la tutela degli oceani è stata inserita fra gli obiettivi Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Oltre ad essere una catastrofe ambientale, rappresenta anche una forte inefficienza economica: circa il 95% del valore complessivo degli imballaggi di plastica (80-120 miliardi di dollari/anno) viene perso dopo un breve utilizzo.
Si stima che il totale degli investimenti necessari per sostenere i cambiamenti del sistema entro il 2040 ammonti a 1.200 miliardi di dollari e quello del riciclo è senza dubbio un trend destinato a durare per molti anni ancora.
E mentre i governi mirano a ridurre l’inquinamento e le aziende destinano investimenti a programmi di riciclo, anche i regolamenti si faranno più severi.
Tra le iniziative più recenti, va ricordata l’Engagement Plastics Solutions Investor Alliance, una coalizione internazionale di investitori impegnati in attività di engagement con le imprese.
La crescente consapevolezza sulla crisi dovuta alla plastica ha dato origine anche all'Alliance to End Plastic Waste, una “alleanza” internazionale di aziende impegnate nella riduzione dei rifiuti di plastica come valore ambientale e di investimento.
Ed ecco che agli investitori si presenta oggi l’importante opportunità di contribuire ad invertire la tendenza dell'inquinamento da plastica, scegliendo soluzioni in linea con i Principi dell’Investimento Responsabile delle Nazioni Unite.
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