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IMPARARE A RISPARMIARE

Lorenzo Bravo

12 apr 2024

Immagino tutti conosciate la favola di Esopo sulla formica e la cicala: mentre la prima lavorava, la seconda si godeva l’estate cantando.

Ebbene, in più d’una occasione ho sottolineato che investire significa innanzitutto risparmiare, cioè rinunciare a qualcosa oggi per avere qualcosa domani: faticare oggi per raccogliere provviste, per non farsi trovare impreparati domani, quando arriverà l’inverno.

Allo stesso modo, ho più volte ripetuto che, purtroppo, la lungimiranza è un esercizio difficile per buona parte di noi e per questa ragione, spesso e volentieri, i nostri buoni propositi si arenano di fronte al costo, al sacrificio, che si deve affrontare nell’immediato. Proprio per la difficoltà che abbiamo a focalizzare il beneficio futuro, ovvero il danno che deriverebbe da un mancato o tardivo intervento (cd. “Rinoceronte Grigio”).

Sembrerà quindi banale, ma il segreto per mettere da parte un capitale, piccolo o grande che sia, sta proprio nella nostra consapevolezza.


Secondo i risultati del rapporto Censis/Assogestioni Perché gli italiani investono come investono, presentato in questi giorni al Salone del Risparmio, la maggioranza degli italiani (quasi il 77%) risparmia. Tuttavia, una buona parte di questi (il 39,3%accantona al massimo il 5% del proprio reddito annuo.


E se risparmiare non è un operazione facile per tutti, come per molte altre cose, è una questione di abitudine. Quando parliamo di gestione del denaro, infatti, ciascuno di noi ha la propria visione: c’è chi è più “formica” parsimoniosa e chi, invece, è più “cicala” indulgente.

 
Va detto innanzitutto che, per cominciare a risparmiare ed investire, età e situazione finanziaria di partenza non costituiscono affatto un ostacolo; lo sono invece la mancanza di esperienza, i preconcetti e la paura.


Da qualche parte ho letto una definizione piuttosto curiosa ma calzante del risparmio, descritto come “la differenza tra il nostro reddito ed il nostro ego”, nel senso che è piuttosto comune in noi il desiderio di soddisfare il nostro ego ostentando cose, per dimostrare agli altri che abbiamo (o meglio, a questo punto, avevamo) dei soldi e quindi un determinato status sociale.

La tentazione di adottare stili di vita difficilmente sostenibili, condizionati dalla società in cui viviamo, è molto pericolosa, poiché rischia di far cadere nella trappola del debito. Al contrario, avere “un gruzzoletto” da parte può aiutare a vivere con maggiore tranquillità, fronteggiare spese impreviste e togliersi poi anche qualche sfizio.

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Prima regola: imparare a risparmiare significa pianificare le proprie entrate ed uscite, per gestire al meglio il budget familiare. Richiede un certo sforzo, ma ne vale la pena: solo dedicando tempo per tenere attentamente traccia di entrate e uscite (meno di un italiano su tre lo fa) si potranno individuare le fonti di spreco, ottimizzare i costi e quindi definire una percentuale di risparmio che potrà realisticamente essere accantonata.

Per aiutare in questo lavoro esistono molte App, oppure il caro vecchio Kakebo, il quaderno dei conti giapponese.

 
Secondo passaggio: grazie ad una precisa panoramica del budget, si riorganizzano le spese in maniera ottimale, dirottando le risorse laddove sono maggiormente necessarie.

Per far sì che l’esercizio del risparmio non appaia come un sacrificio, ma proprio come un investimento per il nostro futuro, è fondamentale aver definito obiettivi concreti (casa, figli, pensione ecc.): associare il denaro a un obiettivo futuro ed al risultato che si vuole ottenere (Quanto? Quando?) aiuterà a cambiare prospettiva e a prendere decisioni efficaci. Che andranno rispettate con costanza e disciplina.

Perché l’organizzazione sta sempre alla base dei buoni risultati. Anche quando si tratta di risparmiare.

In tal senso, una regola piuttosto semplice e abbastanza diffusa, che può aiutare a fare del risparmio una buona abitudine è quella descritta nel libro “All Your Worth: The Ultimate Lifetime Money Plan scritto da Elizabeth Warren, senatrice statunitense e docente di diritto commerciale, che insegna a suddividere le spese in tre differenti categorie:

  • 50% per le spese di prima necessità (mutuo/affitto, bollette, spesa);
  • 30% per svago, desideri e tempo libero (shopping, ristorante, sport, ecc.);
  • 20% per estinguere eventuali debiti, per fronteggiare emergenze o per un risparmio a lungo termine.
 

In conclusione, se risparmiare ed investire con consapevolezza e responsabilità è l’unico modo per valorizzare il proprio capitale, al tempo stesso, ottenere i risultati sperati è tutt’altro che facile e per nulla garantito.

“Investire è semplice ma non è facile” - Warren Buffett

Fatevi affiancare da un professionista competente.

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