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IDROGENO

Lorenzo Bravo

16 ago 2024

e NET ZERO

Contrastare il riscaldamento globale attraverso strategie efficaci e durature rappresenta una sfida che non può più essere rimandata e che registra una crescente sensibilità da parte dell’opinione pubblica.
 
I 193 firmatari dell'Accordo di Parigi si sono impegnati ad intraprendere importanti azioni per il processo di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2050, fissando obiettivi intermedi al 2030 per verificare i progressi.
A fianco del piano REPowerEU -che ha fissato al 45% l’obiettivo 2030 per le rinnovabili- nel luglio 2020, la Commissione Europea ha presentato “A hydrogen strategy for a climate-neutral Europe”, una strategia ad hoc volta ad incentivare l’uso dell’idrogeno negli Stati membri e sostenere la transizione verso la neutralità climatica. L’Italia, ad esempio, con il PNRR ha stanziato 3,2 miliardi per la produzione e lo sviluppo di infrastrutture dedicate all’idrogeno entro il 2030.


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Proprio l’idrogeno, infatti, pare destinato a ricoprire un ruolo fondamentale nel processo di transizione energetica: si tratta dell'elemento chimico più abbondante sulla terra, che offre un modo efficace per immagazzinare e trasportare energia ad emissioni zero.
 
Attualmente, oltre il 95% della sua produzione avviene utilizzando combustibili fossili (idrogeno grigio) e la vera sfida è aumentare la quantità di idrogeno ottenuto da risorse pulite (blu e verde) con emissioni ridotte.
Grazie alla sua versatilità, l’idrogeno verde rappresenta il principale candidato per ripulire quei settori ad alta intensità energetica maggiormente difficili da decarbonizzare. I cosiddetti settori hard to abate, come l’industria dell'acciaio (Che ogni anno genera circa l'8% delle emissioni globali di carbonio), del cemento e dei prodotti chimici, dal segmento manifatturiero a quello dei trasporti (20% delle emissioni globali).
 
Nel 2020, l’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) ha pubblicato Net Zero by 2050 - A Roadmap for the Global Energy Sectoridentificando un percorso che porterebbe il settore energetico mondiale a raggiungere l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2050. Ed ogni anno, con il Global Hydrogen Review, tiene traccia dei progressi dei piani dei governi e delle industrie rispetto la produzione e la domanda di idrogeno a livello mondiale.


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Net Zero by 2050- A Roadmap for the Global Energy Sector- IEA-May 2021

 
Secondo le stime dell'Hydrogen Council si prevedono investimenti globali per 300 miliardi di dollari nel prossimo decennio, con la domanda che potrebbe crescere di sette volte entro il 2050 raggiungendo quasi 500 milioni di tonnellate di idrogeno a basse emissioni di carbonio, arrivando a soddisfare (secondo BloombergNEF) fino a quasi 1/4 del fabbisogno energetico mondiale.
 
Grazie al costante calo del costo sia dell’energia rinnovabile sia degli elettrolizzatori, in combinazione con le politiche dei governi per alzare il costo delle emissioni di CO2, secondo l'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) nei prossimi anni i costi di produzione sono destinati a ridursi sensibilmente e l'idrogeno verde diventerà così assolutamente competitivo.


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Stando alle stime di Bank of America, entro il 2050 l’idrogeno potrebbe generare 4 miliardi di dollari, considerando le tecnologie correlate, in un ecosistema del valore complessivo di 11 trilioni di dollari, che offrirà 30 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale e ridurrà le emissioni di CO2 di 6 miliardi di tonnellate!
 

Mobilità sostenibile, decarbonizzazione dei processi industriali, ottimizzazione della produzione di energie rinnovabili: grazie alle molte applicazioni, l’idrogeno verde può veramente rivelarsi un “game changer” al centro di un megatrend che vede il mondo impegnato ad azzerare le emissioni nette entro il 2050.
 

Come sempre, anche gli investitori possono dare il loro contributo: chiedete al vostro consulente!

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