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FONDI ART. 8 e 9

Lorenzo Bravo

6 gen 2023

Curiosità

Il 10 marzo del 2021 è entrato in vigore il regolamento europeo 2019/2088 (SFDR - Sustainable Finance Disclosure Regulation), il cui obiettivo è uniformare i requisiti di reporting sui prodotti finanziari.

Tale regolamento è un pilastro fondamentale dell'Agenda della Finanza Sostenibile, attraverso la quale la Commissione Europea intende promuovere gli investimenti privati sostenibili: raccogliere fondi per il Green Deal europeo, per un valore stimato tra 170 e 290 miliardi di euro all’anno in più rispetto ai finanziamenti pubblici.

Le informazioni da fornire ruotano intorno a due concetti chiave: i rischi di sostenibilità ed i principali impatti negativi ai fattori di sostenibilità (PAI, Principal adverse sustainability impacts).

In base al livello di importanza attribuito ai criteri ESG, gli investimenti sono raggruppati in tre categorie: 

  • Articolo 6: prodotti non focalizzati sulla sostenibilità;

  • Articolo 8 ("Light Green"): strumenti che promuovono "caratteristiche ambientali o sociali, o una combinazione di tali caratteristiche, a condizione che le imprese in cui gli investimenti sono effettuati rispettino prassi di buona governance";

  • Articolo 9 (“Dark Green”): prodotti che hanno “come obiettivo investimenti sostenibili”.

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Tale normativa è stata rafforzata, il 2 agosto dello scorso anno, dall’introduzione della nuova normativa MIFID II, che garantisce una maggiore attenzione da parte del settore alle esigenze degli investitori al dettaglio.

A questo si aggiunge, con l’inizio di quest’anno, l’entrata in vigore dei requisiti di livello 2 dell’SFDR, che obbligheranno i gestori ad illustrare in maniera più dettagliata l’allineamento dei portafogli con queste categorie.

Investire in aziende che contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) o comunque allineate all’Accordo di Parigi rappresenta una solida strategia sostenibile e, secondo le stime di Morningstar, questa categoria di fondi è cresciuta a dismisura dopo la sua introduzione: a Settembre 2022 i fondi Art. 8 e 9, in termini di asset gestiti, rappresentavano in totale il 53,5% dell'universo dei prodotti venduti nell'UE.

Nonostante i deflussi ed il calo dei prezzi di mercato, nel terzo trimestre dell’anno, per queste categorie di fondi il patrimonio è cresciuto del 3% circa, mentre per i fondi Art. 6 diminuiva quasi del 7%.

Anche i fondi passivi hanno continuato a guadagnare terreno in queste categorie, grazie al crescente numero di fondi indicizzati ed ETF che replicano gli EU Climate benchmark, che rappresenta il 18% del patrimonio complessivo allocato nei fondi Articolo 9 (circa 75 miliardi di euro).

Gli asset manager intendono continuare a rivestire un ruolo chiave nella sostenibilità ed essere sempre più attivi in tale ambito e per questo continuano ad ampliare la gamma di prodotti.

Regolamentazione, impact investing, capitale naturale, decarbonizzazione, biodiversità e questioni sociali saranno certamente temi centrali del prossimo futuro.

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