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Lorenzo Bravo
7 giu 2024
Risparmiare significa accantonare parte del proprio reddito con la prospettiva di trarne qualche beneficio in futuro, ed in sé appare quindi come un atto previdente.
Tuttavia, se da un lato le enormi masse di liquidità lasciate giacenti sui conti correnti confermano la grande attitudine al risparmio degli italiani, dall’altro lato evidenziano quanto la scarsa educazione finanziaria determina l’incapacità di canalizzare poi questo stesso risparmio verso soluzioni di investimento.
Investire è un processo che mira ad un obiettivo, che, in termini generali, si può riassumere nel desiderio di mantenere inalterato, o meglio accrescere, il valore dei propri risparmi nel tempo.
A tal fine, programmare adeguatamente consumi, risparmi ed investimenti è fondamentale per adottare strategie e comportamenti coerenti con le proprie risorse e necessità.
Poiché ciascun risparmiatore muove da contesti differenti ed affronta il percorso di investimento con finalità differenti, identificare i propri obiettivi (casa, figli, pensione ecc.) è necessariamente la premessa indispensabile per affrontare le scelte che occorrono per definire un portafoglio finanziario orientato al loro conseguimento.
Ne deriva che, a necessità differenti non potranno che (e dovranno) corrispondere strategie e strumenti differenti.

Per questa ragione, non si possono definire regole universalmente valide se non quella di prendere confidenza con mercati e strumenti finanziari, acquisendo le competenze di base necessarie ad affrontare le proprie scelte in maniera consapevole e valutare soluzioni coerenti con i propri obiettivi ed il proprio profilo economico/finanziario.
Decenni di studi condotti nell’ambito della finanza comportamentale, hanno ampiamente dimostrato che ciascuno di noi è costantemente soggetto a fattori emotivi ed irrazionali (bias) che, portando a decisioni avventate, conducono spesso ad errori, anche gravi.
Chiunque si approcci all’investimento dovrebbe avere assolutamente chiaro che rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia.
Ma se il rendimento (verso il quale ciascun investitore naturalmente tende) è un valore oggettivo e misurabile, il rischio (dal quale, invece rifugge) spesso è più una percezione, qualcosa di soggettivo.
Il rischio indica la quota di incertezza relativa ad una determinata attività finanziaria: tanto più l’andamento di quest’ultima è prevedibile con buona dose di certezza, tanto minore è il rischio. E viceversa.
Di conseguenza, si può capire che non esistono soluzioni completamente prive di rischio, ma rischio e rendimento crescono in maniera direttamente proporzionale tra loro. In questo senso, il rischio può definirsi il “prezzo” che bisogna pagare per preservare (dall’inflazione) ed accrescere il proprio patrimonio.
Chiunque investa ha dunque costantemente a che fare col rischio, che dev’essere ovviamente soppesato in fase di definizione delle proprie scelte, ma soprattutto gestito durante il percorso: i mercati finanziari sono volatili per natura e rimanere focalizzati sui propri obiettivi è fondamentale per tenere a bada l’emotività.
Una regola d’oro della pianificazione è infatti concedere ai propri investimenti il tempo necessario affinché esprimano il loro potenziale. Sia chiaro, ciò non significa scongiurare le oscillazioni, bensì rimanere fedeli alla propria strategia anche (soprattutto) nei momenti di difficoltà, senza perdere di vista ciò che si intende raggiungere.
In conclusione: “Quali sono i miei obiettivi? Tra quanto tempo intendo (quanto ci vorrà per) raggiungerli?” sono domande cui ciascuno risponderà a modo suo. Non esiste risposta giusta, dunque, se non quella presa con consapevolezza, che risponde alle proprie specifiche esigenze.
Come evitare poi di commettere errori? Lasciando perdere il fai-da-te, informandosi e chiedendo consigli e suggerimenti soltanto a professionisti.

Avere al proprio fianco un consulente preparato ed onesto, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando anche quel che dovrebbe essere semplice finisce col risultare complicato, fa senz’altro la differenza.
Vale la pena Pensarci!

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