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Lorenzo Bravo
9 mag 2025
Il denaro 💰 è il mezzo per soddisfare i propri obiettivi 🎯: una considerazione non proprio banale 🧠
Lo abbiamo detto, scopo dell’investimento non è produrre ricchezza fine a sé stessa ma soddisfare esigenze future.
Investire è quindi il mezzo per raggiungere determinati obiettivi: il fine è ciò che si vuole fare con i quei soldi (una nuova casa, gli studi universitari di un figlio, l'integrazione della pensione, ecc.).

Riflettere con attenzione, per identificare in modo rigoroso lo scopo dell'investimento, è fondamentale, poiché genera le nostre azioni e i nostri comportamenti necessari affinché l'investimento vada a buon fine
Una volta che si è definito l’obiettivo con chiarezza, ecco che la conoscenza si mette al suo servizio.
Innanzitutto per definire il corretto orizzonte temporale: solo così, infatti, è possibile definire l'asset allocation più appropriata.
Per esempio, nel caso in cui si abbia necessità di parcheggiare liquidità per pochi mesi, potremo optare per strumenti poco volatili (come il conto deposito, strumenti monetari o di breve termine) il cui rendimento sarà altrettanto contenuto. (Ricordate? Rischio e rendimento viaggiano di pari passo)
Al contrario, se il nostro orizzonte temporale d'investimento è di qualche decennio, sulla scorta delle statistiche dei mercati finanziari, potremo scegliere con relativa tranquillità di affrontare un investimento azionario.

Le evidenze lo dimostrano: più a lungo si detiene uno strumento, maggiore è la probabilità di ottenere risultati positivi.

I mercati finanziari tendono a crescere nel tempo, tuttavia non lo fanno in maniera non lineare.
I momenti di calo rappresentano dunque eventi del tutto normali, che si verificano con una frequenza imprevedibile, il che rende particolarmente complicato evitarli. Ciononostante, non costituiscono un imprevisto, ma fanno semplicemente parte del percorso d’investimento: a questo serve mantenere focalizzato l’obiettivo iniziale quando la paura si fa sentire, per mantenere saldo il timone e la rotta definita.

La “finanza comportamentale” ci insegna proprio che esistono molti bias, che intervengono condizionando i nostri comportamenti e che le oscillazioni del mercato determinano ripercussioni psicologiche importanti su noi investitori, con il rischio di cadere vittima del panico o dell’euforia.
Il problema dell’investitore, infatti, non è prevedere l’andamento dei mercati (nessuno puo!) ma gestire i propri stati d’animo, che oscillano durante il percorso d’investimento seguendo le onde dei mercati.
Sapere che siamo vittime delle nostre emozioni e di distorsioni cognitive, purtroppo, serve a ben poco se poi non si è in grado di rendersene conto nel momento in cui queste influenzano le nostre azioni.
A questo serve avere al proprio fianco un buon consulente: per intervenire di conseguenza quando le si riconosce, facendo elaborare le informazioni ai propri clienti, in modo che comprendano qual è l’azione giusta da fare.

Ma poi, cambiare i propri comportamenti è davvero così complicato?
Probabilmente sì, ma l’alternativa è continuare a fare scelte inefficienti, che alla fine non ci soddisfano.
“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati differenti” - Albert Einstein.
Quando decidete di investire, non improvvisate, e lasciate perdere i consigli di persone non qualificate.
Rivolgetevi sempre ad un esperto, un consulente finanziario in grado di “educare” la vostra propensione al rischio e definire lo strumento finanziario adatto a voi, ai vostri obiettivi ed alle vostre esigenze.
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