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Lorenzo Bravo
23 ago 2024
Curiosità
Il mercato delle commodities (o commodity) svolge un ruolo cruciale nell’economia mondiale ed il rapporto tra crescita economica e domanda di materie prime tra le nazioni varia significativamente a seconda del loro livello di sviluppo economico.
Le materie prime sono beni fungibili, eterogenei tra loro, che possono essere raccolti, stoccati, spostati e grazie all'elevata standardizzazione che le caratterizza sono facilmente negoziati sui mercati internazionali (principalmente tramite contratti future): il termine deriva dal francese commodité, ovvero qualcosa che si ottiene comodamente.
Le materie prime possono essere classificate in due diverse categorie:
Soft Commodities: prodotti agricoli e animali tra cui, ad esempio, bestiame, frumento, mais, soia, zucchero, cacao, caffè, ecc.
Hard Commodities, che richiedono di essere estratte: metalli industriali (nichel, zinco, alluminio, rame ecc.) e preziosi (oro, argento, platino ecc.) e beni energetici (carbone, gas e petrolio).
Più recentemente, la definizione è stata ampliata per includere prodotti finanziari, come valute estere (commodity currencies) strettamente correlate alle variazioni di prezzo di determinate materie prime.
È necessario evidenziare che, generalmente, gli investitori non sono interessati all’acquisto effettivo delle commodity, ma intendono scommettere sui rialzi o ribassi dei prezzi (attraverso, ad esempio, ETC -Exchange Traded Commodities-, Certificates o contratti derivati), con il trading sulle materie prime che appare come una stuzzicante opportunità.
Va anche detto che alcuni esperti (come Ray Dalio col portafoglio “All Weather”) ritengono utile detenere almeno una componente strategica di portafoglio in commodity, grazie alla scarsa correlazione con altre asset class.
Il prezzo delle materie prime viene fissato in apposite borse merci ed è naturalmente determinato dal rapporto tra domanda e offerta che si genera sul mercato.
A questa variabile (che rappresenta una costante di incertezza, comune a qualsiasi investimento) si aggiungono poi le oscillazioni dovute al cambio (essendo generalmente negoziate in dollari americani), i rischi geopolitici ed economici dei Paesi produttori, chiaramente i fattori climatici e, infine, i costi di trasporto.
In conclusione, è importante ricordare che investire azioni, obbligazioni o commodities è la stessa cosa: farlo senza le necessarie competenze comporta sempre l’assunzione di un extra-rischio.
E, se è vero che “in finanza non esistono pasti gratis”, cioè che per ottenere un maggior rendimento occorre assumersi più rischio, all’opposto assumersi più rischio non garantisce affatto maggiori rendimenti.
Investire non vuol dire speculare! Basta un pizzico di logica e buon senso per capire che, al contrario, l’investimento è un processo ben distante dall’azzardo.

Per muovervi con la necessaria cautela e affrontare scelte d’investimento consapevoli, pianificando una strategia focalizzata al conseguimento dei vostri obiettivi, affidatevi alla giuda di un professionista competente ed esperto!
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