top of page

CLAUDIA GOLDIN

Lorenzo Bravo

8 mar 2024

Personaggi

L'8 marzo del 1975, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata internazionale delle donne.

Forse per ricordare la repressione di una manifestazione sindacale di operaie a New York nel 1857 o forse per le vittime di un incendio che nel 1908, sempre a New York, uccise centinaia di operaie in una industria tessile. Di sicuro l'8 marzo 1917 le donne di San Pietroburgo guidarono una grande manifestazione reclamando la fine della guerra. Sta di fatto che, nel corso della nostra storia, sono molti gli avvenimenti, le conquiste sociali, politiche ed economiche, ma anche le discriminazioni di cui le donne sono state e rimangono purtroppo ancora oggetto nel mondo, per cui si celebra questa giornata.


Per questa ragione voglio oggi rendere omaggio alle donne, raccontando brevemente di una donna, l’economista statunitense Claudia Goldin, e del suo lavoro. Un lavoro che, lo scorso 9 Ottobre, le è valso il Premio Nobel per l'Economia “per aver migliorato la nostra comprensione dei risultati del lavoro femminile”.

ree

Prima donna a ricevere questo riconoscimento, senza condividerlo con un uomo, Claudia Goldin, è nata a New York nel 1946, ha conseguito un dottorato all’Università di Chicago ed attualmente è (prima donna a ricoprire questo ruolo) Professor of Economics alla prestigiosa Università di Harvard.
 

Ha dedicato tutti i suoi studi e la sua ricerca alla disparità di genere e alla sua evoluzione storica, attraverso una dettagliata analisi delle retribuzioni e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, con un focus particolare sul nesso tra lavoro, istruzione, famiglia e le ragioni che stanno alla base del gender gap che, purtroppo, ancora oggi possiamo vedere in tutto il mondo.

Analizzando 2 secoli di dati d’archivio, la professoressa Goldin ha dimostrato che la partecipazione femminile al mercato del lavoro non ha avuto una crescita lineare nel corso degli anni, ma ha seguito invece una “curva ad U”, con le norme sociali relative al lavoro delle donne sposate che mutavano seguendo la transizione della società da agricola ad industriale, fino alla crescita del settore dei servizi nel XX secolo.

ree


Da un lato, la sua ricerca mostra un dato incoraggiante: nonostante vada sottolineato che, a livello mondiale, permane una forte disparità di genere rispetto al tasso di occupazione (mediamente, il tasso di partecipazione al mercato del lavoro femminile è al 50%, contro l’80% del corrispettivo maschile), negli anni tale differenza si è ridotta. 

Dall’altro lato, purtroppo, i dati che ne risultano mostrano che nell’ultimo decennio il divario sulle retribuzioni, il cosiddetto “Gender Pay Gap”, è in aumento e nei paesi OCSE è del 13%.
 

Storicamente, le donne venivano retribuite meno per le diverse scelte educative e professionali, ma nel corso del XX secolo il livello di istruzione femminile èè aumentato costantemente, arrivando anche a superare quello degli uomini, in alcune nazioni. Ciononostante, tale differenza di trattamento salariale permane, anche a parità di qualifiche e ruoli lavorativi.

La ricerca mostra poi come questo divario cresce in particolare con la genitorialità, con le donne che, rispetto agli uomini, risentono molto di più della nascita di un figlio, subendo spesso un’interruzione della propria carriera.
 

Grazie ai suoi studi, la professoressa Goldin ha permesso di riconoscere i fattori che determinano le disparità occupazionale e salariale tra uomini e donne e, di conseguenza, identificare le scelte che è necessario intraprendere per eliminare quanto ancora ostacola il processo verso una piena parità di genere.

bottom of page