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Lorenzo Bravo
27 set 2024
Curiosità
Il cigno nero è stato scoperto in Australia dall’esploratore olandese Willem de Vlamingh alla fine del 1600, quando ancora si riteneva che i cigni fossero unicamente bianchi.
Già molti secoli prima, il poeta latino Giovenale lo citava, infatti, alludendo alla rarità della fedeltà coniugale: “ara avis in terris nigroque simillima cygno” cioè “uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero”.
Nell'ambiente economico-finanziario, l’espressione “Cigno Nero” è dunque una metafora utilizzata per indicare un evento particolarmente raro ed imprevedibile, che non rientra nel campo delle normali aspettative e che può determinare gravi conseguenze.
Alcuni eventi storici classificabili come cigni neri sono, per esempio, il Black Monday dell’Ottobre 1987, l'esplosione della bolla di Internet del 2000 o la crisi finanziaria globale del 2008.

La teoria del Cigno Nero è stata sviluppata dal matematico libanese Nassim Nicholas Taleb, che nel 2007 ha pubblicato “Il Cigno Nero – Come l’improbabile governa la nostra vita”, saggio nel quale affronta il forte impatto che alcuni eventi imprevedibili e casuali hanno avuto sull’uomo e sulla storia, modificandone il corso.
Secondo Taleb, questi eventi possono essere positivi o disastrosi, così come i loro risvolti, ma in ogni caso condividono tre caratteristiche:
“In primo luogo, è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, poiché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità. In secondo luogo, ha un impatto enorme. In terzo luogo, nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura umana ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile”.
Questo perché col senno di poi -ovviamente- la maggior parte di questi eventi può essere giustificata e spiegata, apparendo dunque prevedibile.
Tuttavia, la loro comparsa è talmente spiazzante da mettere in discussione certezze e punti di riferimento: la nostra conoscenza ed esperienza si basano infatti necessariamente sulla nostra limitata osservazione (non avendone mai visti neri prima, fino alla fine del ‘600 credevamo i cigni non potessero che essere bianchi).
Succede poi che, siccome il nostro cervello tende ad interpretare gli eventi secondo schemi ricorrenti, quando non è in grado di ricondurli entro questi schemi, finisce con l’inventare nessi causali, prove e giustificazioni che possano spiegarli. La nostra mente funziona proprio in questo modo: la regolarità ci rassicura e ci dà l’illusione del controllo.
In conclusione, è inutile cercare di prevedere i cigni neri! Non esiste una sfera di cristallo che consenta di predire gli eventi: l’unica certezza che abbiamo è che tutto può succedere e tutto può cambiare.
E quindi? Come ci si prepara a ciò che non si può sapere?
La teoria del Cigno Nero ci insegna a riconoscere che l’imprevisto fa parte del futuro ed è quindi necessario imparare ad essere previdenti, ovvero a prepararsi, attrezzandosi per affrontare qualsiasi scenario sia possibile ipotizzare.
Per le vostre scelte di risparmio ed investimento affidatevi sempre ad un professionista competente ed esperto!
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