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CERTIFICATES

Lorenzo Bravo

29 set 2023

Curiosità

Da prodotti di nicchia, riservati quasi esclusivamente agli operatori istituzionali, negli ultimi anni si sono notevolmente diffusi tra i risparmiatori: stando ai dati raccolti dagli emittenti ACEPI infatti, solamente nel primo trimestre di quest’anno ne sono stati collocati quasi 5.600 milioni di euro
 

Ma cosa sono i Certificates?
 

Noti anche come Certificati di Investimento, i Certificates sono “derivati cartolarizzati”, emessi generalmente dalle banche per offrire strumenti flessibili, capaci di soddisfare diverse esigenze di investimento e in diversi scenari di mercato.

Si tratta di strumenti finanziari “derivati”, ovvero il cui valore deriva da un asset finanziario sottostante che può essere un’azione, un basket di azioni, un indice finanziario, una valuta, una materia prima o un tasso di interesse.

Tale varietà di prodotti li rende strumenti particolarmente duttili, anche se costi e rischi possono essere notevoli.
 

Fondamentale differenza rispetto ai derivati tradizionali è che non richiedono l’apertura di un conto apposito, né prevedono il versamento di margini.
 

I Certificates possono essere:

  • A capitale integralmente garantito/protetto a scadenza;
  • A capitale parzialmente garantito/protetto a scadenza;
  • A capitale condizionatamente protetto: garantiti solo al verificarsi di determinate condizioni.

 
Di Pepper87 - Opera propria, CC BY-SA 3.0
Di Pepper87 - Opera propria, CC BY-SA 3.0


Si distinguono in Certificates senza effetto leva (investment certificates) e con leva (leverage certificates), che offrono un'esposizione più che proporzionale alle variazioni di prezzo del sottostante.

A loro volta, i primi si distinguono in strumenti che replicano il benchmark (classe A) e altri con opzioni accessorie più complesse (classe B).
I secondi, invece, si distinguono in bull leverage certificates (che consentono all'investitore di assumere una posizione rialzista sul sottostante) e bear leverage certificates (posizione ribassista), e sono caratterizzati dalla presenza di una barriera (cd. stop loss) raggiunta la quale lo strumento finanziario si estingue.
 

Una volta emessi, i Certificates vengono quotati principalmente sul mercato SeDeX (Securities Derivative Exchange) di Borsa Italiana o altri mercati regolamentati come ad esempio l’EUROTLX.
 

Come per ogni altro strumento, è opportuno che gli investitori non investano senza averne prima attentamente considerato le caratteristiche, i costi, i rischi e le opportunità. Così come l’orizzonte temporaleeventuali disinvestimenti anticipati rispetto alla scadenza potrebbero comportare perdite sul capitale investito.

In particolare, i Certificates si qualificano come prodotti a complessità molto elevata (Comunicazione Consob 22 dicembre 2014, n° 0097996) e l’investimento può comportare il rischio di perdere, anche interamente, il capitale investito.

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In conclusione, poiché non esistono strumenti "buoni" o "cattivi", ma solamente strumenti "adatti", come sempre, il mio consiglio è lasciar perdere il fai-da-te e farsi affiancare da professionisti esperti e competenti.

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