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BTP VALORE

Lorenzo Bravo

10 mag 2024

Il BTP Valore è un particolare Titolo di Stato italiano a medio-lungo termine, emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la prima volta l’8 maggio dell’anno scorso, secondo una politica che mira (anche attraverso pubblicità a mio avviso discutibili) ad incrementare la quota di debito pubblico detenuta direttamente dai risparmiatori italiani.


In quella prima emissione il BTP Valore (IT0005547408), che aveva durata quattro anni e scadenza giugno 2027, è stato collocato per 18,19 miliardi.

La seconda emissione (rispetto la quale avevamo già fatto alcune considerazioni) è stata lo scorso ottobre: titoli a cinque anni con scadenza 2028 (IT0005565400) che hanno raccolto 17,19 miliardi.

La terza emissione, a febbraio, ha visto collocare 18,32 miliardi di titoli a 6 anni, che scadranno a marzo 2030 (IT0005583478).

Ebbene, oggi alle 13 si concludono le cinque giornate della nuova finestra di collocamento che il Tesoro ha voluto offrire ai risparmiatori “retail”.

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Il titolo (IT0005594491) viene collocato viene direttamente sul mercato MOT (Mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana), con un investimento minimo di 1.000€, e senza alcun limite massimo.

Le caratteristiche6 anni di durata con cedole trimestrali con meccanismo “step up” (3,35% per i primi 3 anni, il 3,9% per i successivi) ed un bonus fedeltà dello 0,8% per chi acquistasse il titolo in emissione e lo mantenesse fino a scadenza. 

Facendo due conti, alla fine si ottiene un generoso rendimento annuo a scadenza del 3,29% al netto delle imposte del 12,50%.


Rendimenti che fanno indubbiamente gola, riscuotendo notevole interesse tra i risparmiatori, che dal primo collocamento hanno investito in questo strumento un totale di 53,7 miliardi. Anche se stavolta la strategia adottata dal Governo pare abbia riscosso molto meno successo (10,25 miliardi di euro alla chiusura di ieri), negli ultimi due anni la percentuale di Titoli di Stato in mano agli italiani è più che raddoppiata, rappresentando oggi oltre il 13,5%

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Tuttavia, come ho spesso ripetuto, non ci si deve concentrare solamente sul rendimento ma prima di affrontare le proprie scelte di investimento è necessario considerare diversi elementi: innanzitutto i propri obiettivi di investimento, l’orizzonte temporale nel quale questi si collocano e la propria propensione al rischio.

 
A tal proposito, infatti, è bene ricordare che, come per qualsiasi altro strumento, anche l’investimento in BTP, a fronte dei vantaggi che offre, comporta l’assunzione di alcuni rischi.

Innanzitutto bisogna sapere che la quotazione (il prezzo) del titolo può oscillare, essendo determinata da domanda/offerta e condizionata da molteplici fattori: sei anni non sono tantissimi, ma chi volesse liquidare l’investimento prima della scadenza deve però mettere in conto la possibilità di realizzare un prezzo inferiore a quello d’acquisto.

 
È poi molto importante ricordare che se, da un lato, il governo si finanzia attraverso i titoli di Stato, dall’altro, l’elevato livello dei tassi di interesse rende più oneroso il nostro debito pubblico, che rimane uno tra i più alti al mondo.

A febbraio il debito segnava la quota record di 2.872 miliardi (137,8% del PIL nel primo trimestre 2024) e, nel Documento di  Economia e Finanza, il governo stesso ha previsto continuerà a crescere nei prossimi anni.

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Nonostante siano generalmente ritenuti strumenti di investimento a basso rischio, in tale contesto i titoli di Stato italiani sono dunque da considerarsi maggiormente rischiosi (nelle ultime settimane sia S&P che Fitch hanno confermato rating BBB con outlook stabile; il 31 maggio sarà il turno di Moody’s.) rispetto a quelli di altri Paesi ed emittenti, ragion per cui è fondamentale valutare con attenzione i rischi che possono derivare da un’eccessiva esposizione.

Ecco dunque che, ancora una volta, quello della diversificazione risulta un elemento determinante per una pianificazione correttamente strutturata.

 
In conclusione, il consiglio non può che essere quello di rivolgersi ad consulente finanziario competente, in grado di valutare attentamente la situazione finanziaria e gli specifici obiettivi di investimento di ciascuno, per definire soluzioni mirate e personalizzate.

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