top of page

BTP: ALCUNE CONSIDERAZIONI

Lorenzo Bravo

13 ott 2023

Il rapido e violento rialzo dei tassi da parte delle Banche Centrali, determinate a contrastare l’inflazione, ha comportato un ritorno dei rendimenti obbligazionari a livelli che non si vedevano ormai da parecchi anni.
 
ree


In tale contesto, nell’ultimo mese, il rendimento del Btp decennale è arrivato addirittura oltre il 5%.

Proprio questo ritrovato appeal da parte dei nostri Titoli di Stato, ha determinato il grande successo del nuovo Btp Valore, che, dopo il record di raccolta (18,2 miliardi) della prima emissione di Giugno, ha fatto registrare oltre 640.000 richieste, per un valore complessivo di 17,19 miliardi di euro al termine dei cinque giorni di collocamento (1 miliardo nella sola prima ora!), che si è concluso venerdì scorso (dati Mef). 

ree


Ma se, da un lato, il Tesoro esprime soddisfazione a riguardo, dall’altro, The Economist parla di “Fiscal Fantasy”, giudicando irresponsabile la legge di bilancio…

Infatti, mentre lo spread Btp/Bund ha subito un’impennata che lo ha visto superare i 200 punti, destando non poche (comprensibili) preoccupazioni tra gli operatori, è indispensabile ricordare che, a fronte di rendimenti che si fanno via via più accattivanti (l’ultima volta a questi livelli era il 2012), esistono diversi elementi che potrebbero condizionare negativamente: in particolare l’elevato debito pubblico (in crescita, oltre 2.850 miliardi), la revisione al ribasso delle stime di crescita e la possibile riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce.

ree


Fattore fondamentale sarà il giudizio sul merito creditizio del nostro Paese che le principali agenzie di rating esprimeranno nelle prossime settimane: si comincia il venerdì prossimo, 20 ottobre, con Standard & Poors; il venerdì successivo toccherà a DBRS; il 10 novembre, poi, sarà il turno di Fitch ed infine il 17 novembre riflettori puntati su Moody’s, che rappresenta il pericolo maggiore, avendo già minacciato un declassamento che porterebbe i nostri Titoli di Stato (attualmente Baa3) ad essere considerati spazzatura, scivolando nell'area di minore affidabilità “Non investment grade”.


E' importante quindi ricordare che per fare scelte consapevoli è indispensabile prestare molta attenzione e non farsi ammaliare semplicemente dai rendimenti. Che, come sempre, viaggiano a braccetto coi rischi.


Dunque, se non ci si vuole trovare delusi ed insoddisfatti (o peggio “fregati”) è fondamentale ricordare che la selezione dello strumento finanziario è conseguenza di una attenta analisi della propria situazione patrimoniale, propensione al rischio ed orizzonte temporale. Infine, dev’essere funzionale al conseguimento degli obiettivi che si intendono raggiungere.
 

Rivolgetevi ad un consulente finanziario!

bottom of page