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Lorenzo Bravo
1 dic 2023
Il testamento è un argomento spesso considerato tabù, che, probabilmente per scaramanzia, preferiamo rimandare, se non evitare proprio del tutto: stando ai dati (2018) dell’Ufficio centrale degli Archivi Notarili, gli italiani rimangono infatti piuttosto restii al testamento e solamente il 12,26% sceglie di regolare i propri lasciti attraverso questo strumento (contro il 22% della Francia o il 25% del Belgio).
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Se una persona non lascia disposizioni testamentarie, alla sua morte si apre quella che tecnicamente si definisce successione legittima: è infatti la legge a stabilire chi deve ereditare, secondo i gradi di parentela (dai più prossimi e, in genere, non oltre il 6° grado).
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Tuttavia, se è vero che le regole stabilite dal nostro Codice Civile possono essere sufficienti a soddisfare le esigenze di chi ha figli, in altre situazioni il testamento risulta assolutamente opportuno, quando non addirittura necessario.
Ad esempio: in pochi sanno che, in assenza di figli, nel caso in cui venga a mancare uno dei coniugi, ad ereditare, oltre al coniuge superstite, sono i familiari del defunto.
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Il quadro normativo prevede dunque effetti dei quali è necessario essere pienamente consapevoli: per questo motivo, contrariamente a quanto si tende a pensare, è bene occuparsi della propria successione nei tempi e modi corretti, cioè il prima possibile e nel pieno delle proprie facoltà , con responsabilità e lungimiranza.
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Compiuta la maggiore età  chiunque può fare testamento, che può essere successivamente modificato in ogni momento e rimane valido fino a quando non viene revocato espressamente oppure attraverso un nuovo testamento.

Ci sono diverse tipologie di testamento, quelle più comuni sono due: olografo e pubblico.
Gli italiani preferiscono il primo, che rappresenta la soluzione più semplice. Tuttavia il testamento olografo (quello datato, firmato e scritto di suo pugno dal testatore) finisce spesso col generare controversie, perché impugnato dagli eredi.
Il testamento pubblico, invece, è quello redatto direttamente dal notaio con la presenza di due testimoni.
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In conclusione, fare testamento è una scelta importante che permette di disporre al meglio del proprio patrimonio -piccolo o grande che sia-, che consente di tutelare i propri cari e costituisce un sistema per evitare spese, prevenire litigi e dissapori tra gli eredi, offrendo anche la possibilità di un risparmio fiscale.
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Ad ogni modo, per maggiore tranquillità e sicurezza, anche nel caso in cui si scelga di fare un testamento olografo, è sempre bene rivolgersi ad un professionista competente, capace di tradurre le proprie volontà in un testo legalmente valido.
Tra l’altro -novità introdotta il 6 Novembre scorso- è possibile richiedere che il proprio testamento sia trascritto nel Registro Volontario dei Testamenti Olografi: i congiunti potranno quindi poi chiederne ricerca a qualsiasi notaio.
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