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BIAS COGNITIVI

Lorenzo Bravo

21 giu 2024

e EFFETTO GREGGE

Ogni giorno, tutti noi siamo soggetti a condizionamenti emotivi e distorsioni cognitive (bias), che influenzano diversi aspetti della nella nostra vita, comprese -lo abbiamo già visto- le questioni finanziarie.

Si tratta, in buona sostanza, della comune tendenza che abbiamo a semplificare, ad utilizzare stereotipi e preconcetti; pregiudizi che portano a valutazioni alterate, da cui derivano poi scelte sbagliate.

A tal proposito, la finanza comportamentale ha dimostrato che esistono diverse trappole mentali, che è importante conoscere e riconoscere, per affrontare scelte in maniera razionale ed evitare che di commettere errori.

Tra le più comuni ci sono:

  • la cosiddetta “overconfidence”, ovvero la presunzione che porta ad una eccessiva sicurezza in sé stessi, sovrastimando le proprie conoscenze, abilità ed intuito;
  • il “confirmation bias”, processo mentale che porta a ricercare, selezionare e validare solo quelle informazioni -anche errate o incomplete- che confermano e rafforzano le nostre convinzioni e pregiudizi, ignorando o sminuendo, al contrario, quelle che le contraddicono;
  • il cosiddetto “home bias”, che fa preferire all’investitore quegli investimenti che considera più familiari, trascurando altre opportunità (e la diversificazione!);
  • il “bias dello status quo”, che consiste nel  preferire la situazione in cui già ci si trova a qualsiasi cambiamento. “Chi lascia la strada vecchia per la nuova…”


Una delle più note e rischiose distorsioni cognitive è senza dubbio il famoso “effetto gregge” (Herd Beavior), ovvero la tendenza a seguire ed imitare la massa, anziché affrontare scelte indipendenti, basate su valutazioni consapevoli ed informate, e mirate al conseguimento dei propri obiettivi.


In natura si sa, il branco offre riparo, protezione dai pericoli e farne parte infonde sicurezza e tranquillità. Secondo questo meccanismo ancestrale, persino commettere errori in gruppo ci fa avere meno rimpianti, ci fa sentire molto meno a disagio di quanto ci sentiremmo se fossimo gli unici a sbagliare.

Non avrai ragione o torto perché la folla non è d’accordo con te. Avrai ragione perché i tuoi dati e il tuo ragionamento sono corretti.” - Benjamin Graham.

Ahinoi, pensare di essere immuni all’influenza dei comportamenti degli altri è una mera illusione: si tratta di una realtà scientificamente provata ed innegabile, basti pensare, banalmente, ad influencer e followers.

Purtroppo, in finanza le cose sono molto spesso “controintuitive” e mentre in un normale mercato al calare dei prezzi cresce la domanda, sui mercati finanziari succede esattamente l’opposto: quando i prezzi scendono non aumentano gli acquisti, ma le vendite! E viceversa. Alimentando circoli viziosi.


Succede così che, seguendo le “chiacchiere da bar”, in molti finiscono con l’investire cose che non conoscono, nella (ovviamente falsa) speranza di ottenere rapidi profitti, esponendosi invece a rischi elevatissimi e concreti.

Data la negatività di questo conformismo sociale, generalmente lo si rappresenta proprio con un gregge di pecore.

“Dal nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l’andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione.” - Seneca

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Classico esempio delle “mode” in ambito finanziario, infatti, sono le bolle speculative: come fosse una festa, la bolla si origina quando tutti vogliono partecipare agli acquisti, anche soltanto per la paura di perdersi un’occasione (Fear Of Missing Out), in un processo che si autoalimenta. La stessa cosa accade quando la bolla scoppia, semplicemente ad alimentare il movimento non è più l’avidità, bensì la paura collettiva del gregge.

Sii timoroso quando gli altri sono avidi, e avido quando gli altri hanno paura - Warren Buffett

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In questo modo, col semplice diffondersi di notizie, il gregge finisce col condizionare gli interi equilibri di mercato ed i movimenti della maggioranza originano le cosiddette “profezie auto-avveranti”ottimismo e avidità, come pure, al contrario, scetticismo e paura, guidano i comportamenti degli investitori condizionando inevitabilmente l’andamento dei mercati e determinandone la volatilità.

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In conclusione, il semplice “così fan tutti” non è necessariamente la scelta vincente. E se per gestire i bias è necessario innanzitutto essere consapevoli della loro esistenza e del loro funzionamento; il secondo passo fondamentale è senz’altro quello di pianificare la strategia d'investimento più adatta alla propria situazione ed esigenze, grazie al prezioso supporto di un buon consulente!
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