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Lorenzo Bravo
28 lug 2023
Curiosità
Da sempre il simbolismo animale è accompagna l’uomo lungo la sua storia: le figure degli animali hanno infatti il grande vantaggio dell’immediatezza con cui vengono comprese e ricordate.

In ambito finanziario, i due simboli più emblematici sono senza dubbio il toro e l’orso, che rappresentano rispettivamente il mercato rialzista (bull market) e quello ribassista (bear market): versione piuttosto accreditata è quella che giustifica tali accostamenti per il fatto che, mentre il toro tende ad affrontare il nemico colpendolo con le corna dal basso verso l’alto, l’orso usa gli artigli dall’alto verso il basso.
L’origine di queste due figure è da ricondurre alla Londra del XVIII secolo, con la “Bolla della South Sea Company” del 1720 e rappresenta il processo di contaminazione che esiste tra il mondo della finanza e quello animale, che porta alcune immagini a far parte del linguaggio degli addetti ai lavori, per diventare poi termini d’uso comune.

Altro simbolo piuttosto noto è quello del cigno nero, emblema di rarità (nell’82 d.C. il poeta latino Giovenale scriveva: “uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero”), che rappresenta eventi inattesi ed imprevedibili, particolarmente temuti dai mercati per il loro forte impatto, come ad esempio la pandemia di Covid-19.

Diversamente da quest’ultimo, invece, la metafora del rinoceronte grigio, rappresenta una minaccia altamente probabile e di forte impatto -qualcosa di cui dovremmo renderci conto e reagire- ma nonostante ciò, ignorata (come la crisi del sistema creditizio del 2007, i mutamenti climatici o, banalmente, la nostra vecchiaia e pensione).
Proprio a seguito della recessione del 2008, in tema di politiche monetarie, sentiamo spesso fare riferimento a falchi e colombe, a seconda dell’atteggiamento più aggressivo (i primi) o più “pacifico” ed accomodante (ovviamente, le seconde) dei banchieri centrali.
In questo particolare “zoo” del gergo economico-finanziario possiamo trovare anche gli elefanti (i colossi istituzionali), gli squali (spietati e senza scrupoli) ed i gatti (con “rimbalzo del gatto morto” si indica un recupero di corto respiro).

Esistono persino gli unicorni! Aziende private (più precisamente start-up) che, pur non essendo quotate, hanno raggiunto una valutazione di mercato superiore al miliardo di dollari.
Se queste figure possono oggi essere considerate “patrimonio comune”, il merito è certamente da attribuirsi alla letteratura ed ai media che, grazie ai loro titoli ed articoli, ricoprono da sempre un ruolo fondamentale nel veicolare queste calzanti e simpatiche associazioni di idee.
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