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Lorenzo Bravo
8 dic 2023
Personaggi
Harry Markowitz, William Sharpe e Merton Miller sono tre economisti statunitensi, insigniti del premio Nobel per l’economia nel 1990, per i loro “contributi pionieristici nell’ambito dell’economia finanziaria”: grandi personaggi che hanno lasciato un segno nella storia e tra i primi che ho studiato, avviandomi a questa professione.

Harry M. Markowitz (Chicago, 24 Agosto 1927 – San Diego, 25 Giugno 2023) è considerato il padre della Modern Portfolio Theory, che ha iniziato a sviluppare nel 1952 con il lavoro “Portfolio Selection”, col quale trasformò il rischio da semplice concetto a numero, misurabile e gestibile.

In questo modo rese scientifico il concetto della diversificazione (già in uso da fine ‘800), dimostrando che si può ridurre il rischio senza rinunciare al rendimento, grazie alla comprensione della correlazione tra le componenti del portafoglio.
"Un buon portafoglio è più di una lunga lista di buoni titoli e obbligazioni: è un insieme equilibrato, che fornisce all'investitore protezione e opportunità rispetto a una vasta gamma di necessità"

William Sharpe (Boston, 16 Giugno 1934) è famoso per aver introdotto nel 1964 il cosiddetto Capital Asset Pricing Model (CAPM), un modello matematico che determina la relazione tra il rendimento di un titolo e la sua rischiosità.
Sharpe dimostra che nel mondo degli investimenti esistono due tipi di rischio:
rischio specifico, attribuibile al singolo titolo, che può essere ridotto grazie alla diversificazione;
rischio di mercato (o sistemico) che, invece, non è eliminabile.

Dunque, il rischio di mercato deve corrispondere un rendimento atteso maggiore rispetto a quanto offerto dal tasso risk-free: tanto maggiore è il coefficiente beta, tanto maggiore sarà il rendimento atteso.
Ne consegue che ogni investitore esigerà un rendimento atteso tanto maggiore quanto più è rischiosa l'attività finanziaria.
“Alcuni investimenti hanno rendimenti attesi più elevati rispetto ad altri. Quali? In generale sono quelli che faranno peggio nei momenti difficili”

Merton Howard Miller (Boston, 16 maggio 1923 – Chicago, 3 giugno 2000) ha condiviso con Markowitz e Sharpe il premio Nobel per l’economia nel 1990 ma la sua ricerca si è concentrata sulla finanza aziendale e sui problemi economici e normativi del settore dei servizi finanziari ed è noto per aver contribuito a sviluppare il “teorema di Modigliani-Miller”, che spiega come il valore di mercato e il costo del capitale non sono determinati dalla struttura del capitale dell'impresa ma dall'abilità degli organi di gestione.
Probabilmente, chiunque abbia al proprio fianco un valido consulente finanziario conosce almeno un poco questi concetti.
Come pure il quello della pianificazione degli obiettivi nel tempo.
Del resto, come diceva Seneca duemila anni fa “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto approdare”: per raggiungere qualsiasi obiettivo bisogna prima di tutto averlo definito!
Poi ci vogliono tempo, metodo e disciplina... ed un buon consulente che aiuti a rispettarli!
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