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Lorenzo Bravo
21 ago 2026
Il cambiamento può essere utile, ma la scelta consapevole è ciò che non può mancare.
Il cambiamento fa paura ed anche inconsciamente siamo portati ad evitarlo. Tendenzialmente, tutti siamo riluttanti ad esplorare l’ignoto, e spesso preferiamo rimanere in una situazione nota (“comfort zone”), quand’anche imperfetta o dannosa, piuttosto che affrontare l’incertezza.
"Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa perde, non sa cosa trova"
Tuttavia, per quanto questo noto vecchio proverbio in alcune circostanze si riveli azzeccato, è importante ricordare che non rappresenta una regola da seguire.
Questa tendenza ad aggrapparsi al conosciuto ha un nome: pregiudizio dello status quo (status quo bias).
I primi ad analizzare questo pregiudizio comportamentale furono Samuelson e Zeckhauser (“Status Quo Bias in Decision Making”, 1988), che dimostrarono come questo fenomeno –assolutamente comune- ci spinge a preferire l'inerzia, la conservazione di abitudini, processi o scelte precedenti, anche quando il cambiamento è chiaramente nel nostro interesse. È la pigrizia mentale che si traveste da sicurezza.

Poiché questo bias porta la nostra mente ad avvertire il cambiamento come una possibile perdita, è a sua volta alimentato da altri bias, come ha spiegato lo psicologo Daniel Kahneman (Nobel per l'Economia 2002). In particolare, entrano in gioco l'avversione alle perdite (a livello emotivo le perdite “pesano” quasi il doppio dei guadagni) e l'effetto dotazione (per cui tendiamo ad attribuire a ciò che possediamo valore maggiore rispetto al reale).
Si può facilmente capire che il pregiudizio dello status quo può avere un grave impatto sulle nostre decisioni quotidiane, comprese le scelte che riguardano le nostre finanze.
“Se aspetti l’occasione perfetta, perdi tante occasioni giuste” - Michael Dell
Per esempio, piuttosto che correre il rischio di migliorare le loro prospettive finanziarie con investimenti che percepiscono come rischiosi, molte persone preferiscono mantenere lo “status quo”, lasciando i propri risparmi nel “materasso” del conto corrente.

La riluttanza ad abbandonare scelte passate, anche quando evidentemente inefficaci, rifiutandosi di ottimizzare la propria situazione e renderla coerente con i propri obiettivi, è un chiaro esempio di come il bias dello status quo possa limitare le opzioni e le prospettive per il futuro, e la dimostrazione di quanto la paura irrazionale possa vincere sulla logica.
E tutto questo, chiaramente, ha un costo, con un profondo impatto negativo a lungo termine: ogni giorno che passa si traduce in una mancata opportunità di guadagno o in una mancata tutela.
Come sempre quando parliamo di bias, il primo passo per superarlo è riconoscerne l’esistenza. Poi occorre imparare a riflettere sulle proprie decisioni, valutando obiettivamente i pro e i contro delle alternative e prestando attenzione ai vantaggi del cambiamento, che potrebbero non essere immediatamente evidenti.
"Impara a usare il tuo passato come un trampolino di lancio e non come un divano" - Zig Ziglar
Per trasformare la nostra Visione (delle 3 "V") in realtà è dunque fondamentale imparare a riconoscere e superare lo status quo bias.
In questo percorso, il supporto di un professionista qualificato può aiutare a valutare con maggiore obiettività le alternative e a costruire scelte coerenti con i propri obiettivi.
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